Il centrodestra «impari» dai suoi elettori

Diego Pistacchi

C’è chi dice che non ne può più di sentir parlare di politica e chi invece ora finalmente esulta, perché di politica, di quella vera, sente parlare giusta da qualche giorno. È il senatore Giorgio Bornacin, coordinatore regionale di An, a mettere ancora in secondo piano le ferie.
Scusi, ma ne ha davvero così voglia?
«Eccome, proprio da quando si è riusciti, finalmente, a tornare ad argomenti veri. Dalle elezioni a oggi, da quando seppur con differenze infinitesimali, abbiamo perso, non sentivo più parlare di politica. Grazie a Gianfranco Fini ora qualcosa è cambiato».
Ossia?
«Si è capito che occorre riscoprire il centrodestra. Si è riaffermata l’esistenza di un popolo di centrodestra. E dico centrodestra senza trattino. Perché siamo tutti la stessa cosa, non dobbiamo vederci divisi in 3 o 4 partiti».
Parliamo già di partito unico?
«Questo è un progetto che procede spedito, ma il fatto è che il nostro elettorato è già più avanti di noi in questo. Non guarda se Bornacin è di An, Scajola di Forza Italia. Siamo tutti del centrodestra, siamo (...)
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