Il centrodestra litiga per fare gli auguri a Bagnasco

«La Casa delle Libertà non esiste più neppure in Comune», tuona il capogruppo a Tursi di Forza Italia Raffaella Della Bianca. Scosse telluriche che arrivano dalla politica nazionale? Della Bianca dice sì, Aldo Praticò, capogruppo di An dice no. «Macchè, Forza Italia deve imparare a tener conto di tutti, perché già dieci giorni fa noi avevamo chiesto invano un incontro». L'episodio scatenante è stata la scelta del candidato di minoranza che dovrà rappresentare il Comune alla cerimonia cardinalizia dell'arcivescovo Bagnasco. Un documento voluto da Lista Biasotti, Lega, An e Gruppo misto indicava la biasottiana Lilli Lauro. «Non ci hanno neppure interpellato», attacca l'azzurra. «Una decisione nata dalla spinta in avanti fatta da Forza Italia che a voce ci aveva già imposto il consigliere Emanuele Basso», dice Praticò. «Bugie, parlano gli atti e c'è un complotto fra partiti minori per far saltare il sistema bipolare», replica Della Bianca. Fatto sta che alla fine si è votato in riunione di capigruppo: 13 voti per Lilli Lauro, votata anche da Unione a Sinistra, Rifondazione, Comunisti italiani e Italia dei Valori, 11 per Basso con i soli voti degli azzurri.
«Un fatto gravissimo - precisa il coordinatore metropolitano di Forza Italia Cassinelli - perché mai i consiglieri di schieramento opposto sono intervenuti per scelte interne». Ecco, così si arrabbia anche Scialfa (Unione a Sinistra): «Se sono in disaccordo tra loro, non mettano in mezzo noi, abbiamo votato Lauro perché volevamo una donna». L'Unione invece per non intervenire si è astenuta, Musso - assente - non ha votato e precisa di aver precedentemente firmato il documento solo perché convinto che «fosse l'unico candidato del centrodestra». Centenaro, capogruppo arancione, ricorda di aver proposto di ritirare la candidatura di Lauro, ma «mi sono sentito rispondere che Forza Italia aveva già deciso unilateralmente anche per il candidato di minoranza per l'Aicre». Della Bianca attacca gli arancioni: «Biasotti dice di stare nel Partito Popolare e poi i suoi consiglieri si comportano in questo modo, serve chiarezza». Non basta, arriva un comunicato di fuoco contro il presidente del consiglio Guerello firmato Della Bianca: «Ha commesso due gravi scorrettezze procedurali e ha attribuito al consiglio di capigruppo responsabilità che non gli competono». Il compìto Guerello replica deciso: «Trovo tutto questo imbarazzante, inaccettabile e sbagliato visto che sulle questioni procedurali abbiamo chiesto all'unanimità l'intervento del segretario generale». Controreplica: «Non è la prima volta che il segretario generale prende una cantonata» sbotta Della Bianca. Attacca ancora Scialfa: «Abbiamo assistito a un atto inaccettabile e lesivo della dignità del presidente del consiglio». Tutti citano regolamenti e ipotizzano esposti alla magistratura. Un caos, tutto poco chiaro, tranne che la Cdl non c'è più: «Prendo atto amaramente che i rapporti con gli alleati si sono incrinati» chiosa Cassinelli.