Il centrodestra: Pm a orologeria quando l’Unione perde colpi

Bonaiuti: «La solita persecuzione». Tremonti: «5 anni li meritava Prodi»

da Roma

«Berlusconi rimonta, i giudici si mettono all’opera». Così il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi, replica all’ennesimo attacco giudiziario contro il Cavaliere. Dal centrodestra è un coro di critiche. «Ancora una volta la sinistra piange e Milano risponde», afferma la deputata di Forza italia Jole Santelli, mentre l’azzurra Isabella Bertolini parla invece di un’Italia «ormai ridotta a una democrazia minore. Il governo Prodi è alla canna del gas e, cronometrico, arriva il soccorso rosso delle toghe militanti contro il leader dell’opposizione». Dagli alleati arrivano compatte la manifestazioni di solidarietà. Da Monza, Pierferdinando Casini manda a dire che si tratta «di accanimento giudiziario» e che «gli italiani hanno capito che si tratta di questo. Sono certo che la richiesta del Pg cadrà nel vuoto». Sono in molti nel centrodestra a ricordare atmosfere che sembravano ormai lontane nel tempo. «Come al solito le richieste di condanna a Berlusconi avanzate dalle toghe rosse di Milano hanno un solo effetto, cambiare i titoli di apertura dei quotidiani e dei telegiornali per spostare l’attenzione dalle beghe di una sinistra in affanno e spaccata. Ma ancora una volta non riusciranno a chiudere gli occhi agli italiani che si accorgono esattamente dei guai internazionali che il governo Prodi sta combinando» sostiene Angelino Alfano, coordinatore regionale di Fi in Sicilia. Anche Paolo Bonaiuti, portavoce dell’ex-premier, sostiene che «la persecuzione giudiziaria contro Berlusconi arriva sempre a colpire nei momenti di difficoltà della sinistra». Attacca la magistratura Elisabetta Alberti Casellati, vicepresidente del gruppo al Senato di Fi che accusa: «Nonostante non abbia mai prodotto in tanti anni una sola condanna contro il presidente Berlusconi, continua a usare tempo e denaro dei contribuenti per tentare di provare, a fini esclusivamente politici, una colpa che non c’è. Sarà così anche in questo caso, dove, a riprova della palese manovra contro il leader dell’opposizione c’è addirittura la costituzione di parte civile della presidenza del Consiglio. Più chiaro di così...».
Secondo il capogruppo al Senato di Fi, Renato Schifani: «Questo ennesimo episodio di persecuzione giudiziaria, a distanza di 16 anni, non potrà che accrescere la stima dei cittadini verso Silvio Berlusconi, nella sua battaglia per la libertà ». Per il coordinatore nazionale di Fi, Fabrizio Cicchitto è un déjà vu: «Ci risiamo. Riparte l’aggressione politico-giudiziaria di alcuni magistrati nei confronti di Berlusconi. «E, cosa ancor più grave - aggiunge evidenziando i problemi di procedura non certo trascurabili - il Pg di Milano chiede una condanna per il leader del centrodestra in un processo che già la Cassazione, per tutti gli altri imputati, ha spostato a Perugia dichiarando l’incompetenza territoriale del capoluogo lombardo». E conclude: «Invece di fare ammenda, di chiedere scusa se per oltre dieci anni si sono torturate persone senza averne la competenza, e quindi di uniformarsi alla Suprema Corte, il Pg sceglie ancora una volta il colpo mediatico a effetto».
Anche per Stefania Craxi si tratta di un «soccorso rosso» della Procura di Milano «che non manca mai». «Alla vigilia del voto sull’Afghanistan arriva puntuale una richiesta di condanna per Silvio Berlusconi - afferma -. Per l’affare Sme cinque anni li meriterebbero Prodi e i suoi sodali, non Berlusconi che ha contribuito a sventare un imbroglio. Lo sconcio della giustizia in Italia non finisce mai». Tranchant Giulio Tremonti: «Cinque anni per la Sme? Se li meritava Prodi».