Il centrodestra salva le poltrone di Burlando

(...) al salvagente della minoranza, che ha sostenuto il nome di Tullio Russo insieme al Pd, all’Udc e al gruppo misto, offrendo quei voti che invece la sinistra radicale aveva fatto mancare. Una «stampella» imbarazzante a livello politico, dopo che nelle scorse settimane proprio le distanze tra le due anime della maggioranza avevano portato il consiglio a votare contro i suggerimenti dello stesso presidente Burlando.
Che ieri mattina il clima fosse destinato a surriscaldarsi lo si era già capito quando è stato invertito l’ordine del giorno sui provvedimenti da approvare. Per prime sono passate le modifiche alla legge regionale per accogliere le disposizioni collegate alla finanziaria. Cose tecniche, che hanno però dato vita a qualche schermaglia. Il centrodestra ha «minacciato» di non votare l’urgenza del provvedimento (servivano 21 voti, cioè uno in più di quelli che aveva la maggioranza in quel momento) e il capogruppo del Pd, Michele Boffa ha «chiesto cortesemente» una mano. Concessa.
Poi l’imbarazzo nella sala dell’assemblea legislativa. L’assessore al Bilancio G.B. Pittaluga bisbiglia qualcosa al presidente Mino Ronzitti, che gli dà la parola. «La giunta informa che la proposta di legge sugli interventi per i sistemi integrati di sicurezza non ha copertura finanziaria e deve essere rimandata in commissione». Tradotto, i soldi per finanziare le telecamere e per istituire il fondo a favore delle vittime dei reati la giunta non li ha messi. Neppure tenendo presente che quella proposta veniva da tutti i consiglieri di centrosinistra (esclusa Rifondazione) che hanno firmato il documento. Non certo un bel segnale di coordinamento. Che in realtà era solo il preludio all’ennesima spaccatura. Evidente, clamorosa. C’era da votare il nuovo consigliere della Sviluppo Genova. Il capogruppo del Pd, Michele Boffa, ha presentato l’ingegner Tullio Russo, curriculum di primissimo piano, tra le altre cose attuale presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici e presidente di Area 24, soprattutto non legato direttamente a un partito.
Su questo aspetto il centrodestra, con Gianni Plinio e Nicola Abbundo a parlare per tutti, ha fatto quadrato, offrendo il proprio appoggio a Russo. Un appoggio necessario visto che al momento del voto sono usciti dall’aula per non votare i consiglieri di Rifondazione, Comunisti Italiani, Unione a Sinistra, Verdi (pur con qualche mal di pancia da parte della capogruppo Cristina Morelli). La minoranza ha cioè salvato la maggioranza «che vive momento per momento senza programmazione alcuna - incalza Abbundo - e resta dilaniata al suo interno». La riprova? Questione di attimi, perché l’aula dovrebbe ancora parlare di Ato, di ambito territoriale ottimale per la gestione dell’acqua. Al territorio, cioè ai Comuni, non piace la soluzione proposta, l’opposizione chiede un rinvio in commissione perché proprio ieri mattina sono state presentate nuovi emendamenti del centrosinistra. Il Pd dice no, sbuffa, ma alla fine propone di rinviare la discussione al prossimo consiglio regionale. Una soluzione di compromesso, per non dimostrare di essere ancora una volta in balìa della minoranza come peraltro fa notare l’azzurro Gino Garibaldi, ma anche per non rischiare una sfida, magari con emendamenti a oltranza e rischiose votazioni pomeridiane. Con una maggioranza che non c’è più, non vale la pena fare la voce grossa.