Il centrodestra sente aria di sorpasso

Roberta Bottino

«Una città per tutti, dove amministrare significhi servire i cittadini, dove i diritti non siano favori, dove ci siano pari opportunità e dove lo sviluppo sia sostenibile con la qualità dell'ambiente», questi sono i principali obiettivi che promette di perseguire la lista civica «Tutti per Cogoleto», che si presenterà all'appuntamento ormai alle porte delle prossime elezioni amministrative. «C'è aria di sorpasso - dichiara Maria Elena Dagnino, candidata sindaco -. Ci stiamo accorgendo che la popolazione è stanca e sfiduciata, e proprio per questo motivo ascolta con interesse ciò che hanno da dire tutti i candidati della nostra lista, perché sembrano essere l'alternativa credibile all'attuale amministrazione rossa. Ascoltando la gente nei vari quartieri e nei mercati rionali, abbiamo in questi giorni avvertito un profondo senso di fastidio contro gli “ayatollah rossi” e “margheriti”. Basti pensare che in una sola mattinata abbiamo distribuito ben mille volantini».
Quattro sono le liste civiche che domenica 28 maggio gli elettori della cittadina del ponente ligure si troveranno di fronte agli occhi, e tra queste anche «Tutti per Cogoleto» con i suoi simboli: le onde del mare e le bandiere liguri che sventolano. Il mare e la sua bellezza quindi, da contrapporre al cemento che sta lentamente distruggendo grandi aree verdi della città. «Le tre liste alternative a quella rossa - continua Maria Elena Dagnino -, tuonano tutte contro la cementificazione di Cogoleto, tanto che si è coniata una nuova parola “Colacemento”, con evidente riferimento al consigliere comunale e regionale Cola, compagno del sindaco uscente Attilio Zanetti». I numeri parlano chiaro: in cinque anni sono stati versati 500 mila metri cubi di cemento, così il grigio ha finito per spodestare il verde delle colline e il blu del mare.
I sedici candidati della lista civica «Tutti per Cogoleto» puntano il dito contro questi mostri di cemento, dal golf club di Lerca, al villaggio di Beuka, all'elettrodotto spostato dal golf sulle case di civile abitazione e alle belle e storiche fornaci, simbolo di Cogoleto, demolite per lasciare il posto a grandi palazzi. Sedici candidati che sono vicini alla gente, perché anche tra di loro ci sono casalinghe, pensionati, studenti, commercianti, imprenditori, persone che quotidianamente vivono i problemi della loro città. «Non vogliamo che Cogoleto si degradi a periferia anonima o che diventi un paese solo di seconde case; vogliamo che sia aperto al turismo, ma desideriamo che conservi la sua specificità di borgo di mare», dicono i candidati. Un appello che si unisce alla denuncia nei confronti degli sprechi di denaro pubblico fatti dalla giunta uscente. L'esempio più eclatante è quello legato all'abbandono e al degrado nel quale versa l'orto botanico di Lerca che si è trasformato col tempo in una cattedrale nel deserto. «L'appuntamento alle prossime elezioni è importante - conclude la Dagnino -. È necessario dire basta ai soprusi di un'amministrazione che da tempo sta mettendo in ginocchio la nostra bella Cogoleto».