Il centrodestra: le tasse di Burlando non passeranno

L’opposizione pronta a bloccare i lavori della Regione contro la manovra fiscale decisa dal centrosinistra

(...) aumentare le tasse la giunta di Claudio Burlando dovrà passare sul loro corpo. Dicono che «questa manovra fiscale è strumentale, pretestuosa e inutile». Perché, spiegano, le risorse possono essere reperite in un altro modo, facendosi restituire dal Governo i fondi che la Regione ha anticipato sugli istituti di ricerca, per esempio, oppure valorizzando il patrimonio immobiliare. Di certo: «Se proprio ritengono sia necessario aumentare le imposte potrebbero farlo una tantum» e il fatto che invece decidano di farlo per sempre «significa che l’obiettivo non è risanare i conti della Sanità, ma poter usufruire di denaro fresco ogni anno» e allora «ditemi dov’è la bravura a governare così, sulla pelle dei contribuenti» attacca l’ex governatore.
Così sarà guerra. L’opposizione in consiglio regionale parte con un punto di vantaggio: gli uffici dell’assessore al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga si sono accorti tardi che per applicare le nuove tasse è obbligatorio approvarle in aula entro il 30 novembre. «Sono dei dilettanti e noi non gli faremo sconti». Prima tenteranno la via rock, se poi fallisse passeranno a quella lenta. Tradotto: il centrodestra chiederà che lo stralcio su Ire (ex Irpef) e Irap segua la procedura normale, con tutte le audizioni necessarie in commissione, dai sindacati, la Cgil si è già detta contraria, alle associazioni di categoria, il che per una legge normalmente richiede un mesetto. Se poi la maggioranza, come probabile, si opponesse e costringesse il consiglio ad andare immediatamente al voto, allora l’opposizione farà ostruzionismo e saranno dolori, «altro che fringuelli» dice Gianni Plinio il capogruppo di An. Tanto più che, fa notare Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia, non solo «non è mai accaduto nella storia del Paese che si mettessero tasse solo per tappare buchi e senza dare qualcosa in più ai cittadini», ma la giunta Burlando «non ha fatto nulle per contenere la spesa, anzi, ha aumentato le poltrone e anche le consulenze, alcune in modo sospetto visto che sono andate agli amici degli amici». Che poi, dice Plinio citando i dati della Corte dei Conti, la Liguria è una delle regioni più virtuose in Italia, con un deficit di 147 milioni di euro contro i 1022 della Campania, i 275 della Toscana e i 205 dell’Emilia, eppure aumenta le tasse, sola con la Campania».
Ieri i Ds hanno risposto all’annunciato ostruzionismo parlando di «atto cinico e di grave irresponsabilità»: «Prima hanno lasciato un “buco” da 200 milioni di euro, che abbiamo ereditato e che ci troviamo costretti a fronteggiare, e adesso impediscono di porre rimedio a questa difficile situazione» hanno scritto il capogruppo Moreno Veschi e il consigliere Ubaldo Benvenuti. Sandro Biasotti ha fatto fuoco e fiamme. Tanto per cominciare, please, non chiamatelo buco ma deficit, «perché qui nessuno prende i soldi e scappa». Poi, l’ex governatore ha parlato di «calunnie vergognose»: «L’assessore Pittaluga ha reso pubblico un carteggio pseudosegreto, in realtà erano tutte lettere protocollate, che secondo lui dimostra come la mia giunta fosse a conoscenza del deficit ma abbia deciso di non prendere provvedimenti. Ebbene è falso: Pittaluga ha dimenticato di mostrarvi la lettera con la quale, l’8 febbraio, il mio assessore al Bilancio, Renata Oliveri, chiedeva ai dirigenti di rendere nota la situazione agli assessori». Che poi, suvvia: «Se Burlando pensa che davvero ci sia un disastro, perché ha riconfermato tutti i direttori finanziari, sanitari e di Asl e ospedali che hanno lavorato con me?».
Di più, dice, è che «io posso assumermi la responsabilità per i conti del 2004, non certo per quelli del 2005, perché nel 2005 la nuova giunta, che governa da aprile, avrebbe potuto fare in modo di coprire le spese ma non ci è riuscita». Infine, lasciateglielo dire: «Io potrò aver commesso molti errori, ma certo non mi si può imputare di non aver portato milioni e milioni alla Liguria». Ed elenca: «12 per il risanamento della Fiera, 60 per l’Amt, 70 per il Bisagno e altrettanti aggiuntivi per il 2004, 100 per le aree 24, 400 per Cornigliano, 500 per l’Iit, 5000 fondi europei recuperati» e su su fino al terzo Valico.
No. La verità, dice Biasotti, è che «le tasse sono una fissa di Pittaluga. le propose anche a me più volte in giunta ma io rifiutai sempre».