Un centrodestra con il tridente per ottenere una vittoria storica

(...) Insomma, credo che lo sguardo debba andare sempre e comunque alla volta in cui un candidato sindaco non di sinistra arrivò più vicino alla vittoria da quando c’è l’elezione diretta. E fu la volta in cui Sergio Castellaneta sfiorò l’impresa al ballottaggio contro Beppe Pericu. Da lì e dalla lettura di quel voto occorre ripartire.
Il quasi-miracolo di Castellaneta fu ovviamente favorito dallo spezzettamento del voto al primo turno: c’era Pericu; c’era Adriano Sansa, sindaco uscente fresco di rottura con il centrosinistra; c’era Claudio Eva per Forza Italia e An; c’era Giordano Bruschi per Rifondazione; c’era Giacomo Chiappori per la Lega e c’erano anche altri due candidati per piccoli partiti. Insomma, la condizione ideale per abbassare moltissimo la soglia per arrivare al ballottaggio. Così fu e poi, al secondo turno, nonostante un divario al primo, Pericu e Castellaneta arrivarono distaccati di un soffio.
Ecco, credo che il modello da seguire potrebbe essere quello. Puntare sulla moltiplicazione delle candidature - magari sperando anche in un grillino che abbia una buona affermazione in chiave anti-Vincenzi a sinistra -, andare al ballottaggio (magari anche con un divario enorme, roba tipo 49 per cento a 20) e poi giocarsi tutto al secondo turno.
Per fare il pieno al primo turno, quindi, i moderati potrebbero schierare tre punte.
Prima punta: un candidato trasversale ed anomalo come Enrico Musso, che ha già detto in tutte le salse di non voler correre come portabandiera del Pdl, per convincere coloro a cui fa un po’ schifo Berlusconi, ma anche la Vincenzi non scherza, perfetto per un certo ceto medio riflessivo, che è di una sinistra moderata e riformista, ma non disdegna anche la prima fila negli spettacoli benefici di Grillo e Gino Paoli.
Seconda punta: un candidato leghista come Edoardo Rixi: giovane, con la faccia da bravo ragazzo che piace alle mamme, con un curriculum che comprende l’abbandono di una comodissima poltrona parlamentare a Roma per scegliere Genova e il consiglio regionale (credo che siano solo due in tutta Italia), capace di dialogare con gli imprenditori e con determinati mondi, soprattutto in porto, ma anche di essere arruffapopolo fra comitati del Ponente, moschee, sindacati e massimalismi assortiti. Se devo dirla tutta, personalmente quest’ultimo aspetto è quello che mi convince meno in Rixi, però credo che a livello elettorale possa avere un’ottima presa.
Terza punta: il candidato ufficiale del Pdl. Che potrebbe essere Roberto Cassinelli, per tutti i motivi che abbiamo detto nei giorni scorsi e anche per la sua disponibilità («se me lo chiedono, sono pronto per tutte le sfide, non solo per quelle facili»), ma anche Pierluigi Vinai, Raffaella Della Bianca o Matteo Rosso, solo per citare quelli più forti elettoralmente.
Insomma, corrono tutti e tre e il più forte arriva al secondo turno. Poi tutti i moderati si mettono insieme e sfidano la Vincenzi. Se invece Genova è talmente rossa da dare comunque tutti i suoi suffragi a Marta, non si è perso niente (tranne la possibilità di avere un sindaco migliore, ma questa è un’altra storia). Perchè, comunque, la storia insegna che dove ci sono due turni andare divisi al primo, trasformandolo in una sorta di primaria seria, fa fare il pieno. Perchè così tutti i fans di Musso voteranno Musso senza il problema di sporcarsi con il nome di Berlusconi sulla scheda; tutti i duri e puri leghisti potranno non legare la loro scelta a un candidato che magari vuole la moschea e tutti i sostenitori del Cav. potranno scegliere un ultrà berlusconiano, anzichè uno tiepido con il loro idolo, mussiano o leghista che sia.
E lo stesso discorso si potrebbe fare in Provincia. Certo, lì la storia è più complessa per i conti sui territori e sui candidati di ogni collegio. E non si vede nemmeno il Musso della situazione, visto che Renata Oliveri è sempre stata più ortodossa con il Pdl che l’ha scelta. Ma i papabili potrebbero essere senz’altro Francesco Bruzzone per la Lega, fra l’altro perfetto per le competenze di un ente come la provincia, e uno fra Gino Garibaldi, radicatissimo sul territorio e amatissimo a Cogorno e nelle sue terre, e Michele Scandroglio, che darebbe un notevolissimo peso politico a tutta la competizione elettorale, per il Pdl. Della Provincia, comunque, torneremo a parlare perchè, come ci aveva chiesto il capogruppo del Pdl in Provincia Giuseppe Rotunno, presto proporremo anche per Palazzo Spinola il gioco dei tagliandini che tanto successo aveva avuto per il sindaco, con 16mila e 200 risposte (all’incirca), un risultato forse mai visto per iniziative analoghe nel resto d’Italia e in particolare a Genova. Ne riparleremo nei prossimi giorni. Ma, a scanso di ogni equivoco, ribadisco la parola «gioco». Così ci mettiamo il cuore in pace subito.
Per ora, limitiamoci alla strategia per rimuovere Marta da Tursi. Vi piace?