Il centrodestra: «Troppe ombre Si deve dimettere»

«Il presidente Burlando è incompatibile con la carica che ricopre. Deve dimettersi dopo quanto è accaduto, tutta la Cdl ha firmato una mozione di sfiducia che sarà votata dal consiglio regionale, forse già nella riunione di martedì». Sandro Biasotti, mentre lo spiega, sfoglia gli articoli del codice della strada. Sono passare quattro ore da un’altra conferenza stampa, durante la quale il presidente Burlando ha ammesso di aver percorso contromano - domenica mattina - uno svincolo autostradale, di non aver avuto la patente con sè e di aver mostrato agli agenti accorsi dopo la segnalazione di un automobilista il tesserino (scaduto) di parlamentare. E ancora di essere ripartito in macchina dopo aver parlato con i poliziotti senza che gli sia stato consegnato alcun verbale. «Una ricostruzione che non convince e mette in imbarazzo le forze dell’ordine - dicono i consiglieri di Forza Italia, Matteo Rosso e Gino Garibaldi, con Biasotti a rappresentare tutta la Cdl-. Una cosa è certa, Burlando non è stato trattato come un normale cittadino».
Da qui l’idea della mozione, sottoscritta dai capigruppo di tutto il centrodestra. «Burlando si deve dimettere perché un presidente di Regione, nonché ex ministro dei Trasporti, non può guidare contromano, tanto più in Liguria - attacca Biasotti-. Agli Erzelli ha lavorato, se ne occupa ossessivamente: non posso credere che non conosca la strada. Quella manovra poteva causare incidenti gravissimi». La Cdl critica Burlando anche per aver mostrato il tesserino da parlamentare. «In questo modo ha influenzato gli agenti, se non aveva la patente doveva dirlo senza cercare scuse, tanto più che i poliziotti lo avevano riconosciuto» insiste Biasotti. Che sottolinea un’altra anomalia: «Se ne parla ora, cinque giorni dopo l’accaduto, perché c’è stato uno scoop giornalistico. Ma il presidente aveva il dovere di dirlo subito, il giorno dopo al massimo. Forse sperava di farla franca...». Inevitabile pronunciare la parola che rimbalza da settimane: «Sì, la “casta”, Burlando ha tenuto un comportamento da casta. E personalmente - spiega pacato Biasotti - sono molto critico con il prefetto e il questore che hanno preso posizione in favore del presidente della Regione. È stato inopportuno, la legge dice che chi è senza patente va sanzionato subito. Se non lo si fa, si incorre in un abuso d’ufficio. A un cittadino normale, nella stessa situazione, sarebbe stato fatto il test con l’etilometro, senza parlare delle sanzioni per l’infrazione grave commessa. Con Burlando non è successo».
Anche per questo Rosso e Garibaldi chiedono che venga fatta chiarezza. «In qualsiasi Paese civile ci si dimette per una cosa del genere» dicono. «E poi perché era agli Erzelli? Era lì per conto della Regione?» si chiede polemicamente Biasotti.
Il capogruppo di Forza Italia, Luigi Morgillo, ricorda che «a tutti può accadere di commettere un errore, ma quello che si stanno chiedendo i cittadini liguri in questo momento è: cosa sarebbe successo se questo fosse accaduto a me? Sono queste le ombre che bisogna fugare, Burlando non metta la testa sotto la sabbia».
Gianni Plinio di An parla di «impeachment» per il governatore: «Si deve dimettere, la versione che ha dato dei fatti non elimina ma aumenta i dubbi. C’è puzza lontano un miglio di comportamenti tipici della cosiddetta “casta” che la gente comune giustamente condanna e censura».