Il centrodestra verso le primarie all’americana

Primarie all’americana per scegliere il candidato del centrodestra da contrapporre al presidente uscente Enrico Gasbarra alle prossime Provinciali. A incrociare i guantoni Teodoro Buontempo e magari il deputato dell’Udc Luciano Ciocchetti, sostenuto anche da Alleanza nazionale e Forza Italia. Proprio come Hillary Clinton e Barack Obama, Rudolph Giuliani e John McCain nella competition che sta infiammando gli Usa.
La conquista di Palazzo Valentini come quella della Casa Bianca. Ieri mattina è stato il senatore e leader della Destra, Francesco Storace, a lanciare il sasso dagli studi di Omnibus, il programma di approfondimento di La7: «Il 3 febbraio lanceremo la candidatura di Teodoro Bontempo, già annunciata a fine dicembre, per le Provinciali. Nel caso in cui il centrodestra non lo accettasse come unico candidato proporremo le primarie». E nel pomeriggio arrivava l’apertura del «federale» capitolino di An, Gianni Alemanno: «Siamo sempre stati favorevoli all’utilizzo delle primarie. L’importante è che ci sia un patto chiaro sul fatto che il vincitore sia veramente il candidato unitario del centrodestra. Con questa certezza An sarà il primo promotore di questo strumento». Una proposta definita «interessante» anche dal deputato Fabio Rampelli.
Dichiarazioni, quelle di Storace, che hanno fatto superare uno stallo che durava ormai da settimane. Da quando cioè le fibrillazioni a livello nazionale tra An, Udc e Fi da un lato, e l’atteggiamento dell’ex governatore dall’altro («non far vincere l’ex Dc Gasbarra non significa proporre l’ex Dc Ciocchetti») avevano stoppato un accordo unitario che sembrava chiuso già l’estate scorsa. Tanto che in casa forzista la soluzione Ciocchetti è stata rilanciata con forza anche ieri mattina al termine della riunione del Comitato azzurro degli otto saggi (cui hanno partecipato il coordinatore regionale Francesco Giro, il vicepresidente del Ppe Antonio Tajani, l’europarlamentare Alfredo Antoniozzi, il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il vicepresidente del gruppo regionale Gianni Sammarco, i senatori Paolo Barelli e Cosimo Ventucci e il deputato Angelo Santori). «Quella di Ciocchetti - si legge nella nota - è una candidatura di alto profilo politico e coerente con i requisiti che la guida della Provincia impone per competenza amministrativa e conoscenza del territorio romano e provinciale».
Tutto sul segretario regionale Udc insomma, per realizzare una convergenza a tre Fi-An-Udc e poi andare al confronto su programmi e candidatura con La Destra, arrivando così a quella scelta condivisa auspicata dal leader azzurro Silvio Berlusconi. «Perché la pregiudiziale di Storace su Ciocchetti - spiega Giro - non è personale ma esclusivamente politica». Il rischio è che ora, con le primarie, il confronto interno si sposti sul piano dei programmi a quello della pura forza elettorale. «Si tratta di uno strumento - conclude in serata il coordinatore regionale azzurro - di forte partecipazione popolare e da noi già sperimentato con successo, ma che per produrre i suoi effetti positivi deve potersi sviluppare in un quadro di sostanziale convergenza politica, per il quale Fi sta lavorando da tempo sia a livello locale che nazionale. Proprio come ci aveva chiesto Francesco Storace per risolvere alcune ambiguità emerse nei rapporti unitari della ex Cdl».