«Il centrodestra vincerebbe Se soltanto lo volesse»

Il professor Sola: «Così la Cdl può fare il ribaltone in Comune»

Questa sì che è una notizia, professor Giorgio Sola: se lo dice lei che il centrodestra, basta che lo voglia, farà eleggere il prossimo sindaco di Genova, ci possiamo credere.
«Un momento, mica ho detto questo, io. Le cose stanno in un modo diverso».
Non vorrà mica tirarsi indietro? L’hanno sentita parlare così in televisione, l’altra sera, nell’intervista a Telecittà.
«No, non ritratto niente. Voglio semplicemente precisare, del mio pensiero, quello che non si è capito bene».
Ricominciamo da capo.
«La storia è lunga, e se dovessimo ragionare solo sulla carta, la prospettiva sarebbe che il centrodestra non vince».
Questo lo dice la sinistra. Ora passiamo alla realtà.
«E allora diciamo che l’attuale minoranza potrebbe fare il ribaltone a Palazzo Tursi e in altre realtà locali a tre condizioni».
La prima.
«Che dipende direttamente dal centrodestra: deve presentare programmi, candidato e squadra di governo credibili. Voglio essere ancora più preciso: non basta un personaggio d’immagine, che buca il video, per convincere gli elettori».
Più che preciso, professor Sola, lei è spietato. Passiamo alla seconda condizione.
«È una constatazione oggettiva. Dopo dieci anni di centrosinistra, tanti elettori potrebbero voler cambiare “a prescindere“, cioè al di là di un giudizio negativo sull’operato di chi ha gestito il Comune negli ultimi due cicli amministrativi».
La terza ragione?
«Qui entriamo direttamente nel campo della sinistra. Che se continua a farsi male, fa il gioco dell’avversario. E il centrodestra può approfittarne».
Allora i moderati possono stare tranquilli?
«Niente affatto, i giochi sono tutt’altro che definiti. Per vincere, le condizioni descritte sono tutte necessarie ma non sufficienti. E poi c’è il famoso dubbio...».
Non ci lasci sulle spine.
«Il dubbio è: davvero il centrodestra vuole prendere sul serio la consultazione elettorale?».
Si spieghi meglio, professore. Non siamo i suoi studenti di Scienze politiche.
«Voglio dire: non è che qualcuno gioca a perdere? Non ne sono sicuro, per carità. Ma certi segnali...».
Preciso, spietato e anche provocatore. Ce n’è abbastanza per darle ragione.
«Non so se ho ragione. Non dico che succede così».
Lo sapevo. Ecco che si tira indietro. Le basta 30 e lode o vuole di più?