«Il centrosinistra ci mette il bavaglio»

«Un comportamento palesemente illegittimo, ma anche gravemente lesivo dei diritti di espressione democratica della minoranza»: è pesantissimo l’atto di accusa di Luigi Morgillo, Forza Italia, nella veste di consigliere comunale della Spezia, nei confronti del presidente dell’assemblea che, su parere del Segretario generale del Comune e del Direttore generale, ha dichiarato inammissibili 850 emendamenti presentati dall’opposizione di centrodestra. Per questo, Morgillo, che è anche capogruppo degli azzurri in consiglio regionale, si è rivolto al prefetto e ai parlamentari del suo partito eletti in Liguria chiedendone l’intervento, per quanto di competenza: «Oltre tutto - spiega il consigliere azzurro, anche a nome dei gruppi di An e Città del Sole nell’assemblea comunale spezzina - le ragioni di inammissibilità invocate da segretario comunale e direttore fanno errato riferimento agli articoli della legge 241/90, mentre il potere di pronunciarsi sull’ammissibilità degli emendamenti è riservato esclusivamente al consiglio comunale stesso». Ecco quindi, a giudizio di Morgillo, che si configurano i termini della discriminazione delle minoranze. Il vero problema, in effetti, per la maggioranza è quello di scongiurare lo slittamento della scadenza per l’approvazione dei «provvedimenti relativi al permanere degli equilibri di bilancio» che comporterebbe il rischio di scioglimento dell’assemblea. Morgillo non si accontenta certo delle «giustificazioni» accampate dal presidente del consiglio che ha preso atto del parere tecnico di segretario e direttore: gli emendamenti - hanno detto - sono stati respinti in quanto «si sostanziano nella sola sostituzione di singole parole del testo con rinomini o con parole di significato equivalente e pertanto sono privi di qualsiasi portata modificativa». Niente affatto, insiste Morgillo: «È una scusa. Il rischio di scioglimento del consiglio è dovuto all’incapacità di produrre atti da parte della maggioranza, non è certo colpa dell’opposizione. Dovranno essere ripristinate al più presto condizioni effettive di legittimità e di reale agibilità democratica, altrimenti ci vedremo costretti a utilizzare tutti gli strumenti civili e legali a nostra disposizione, anche i più estremi, per impedire la continuazione di questa continua lesione dei principi democratici».