Il centrosinistra fa le prove tecniche di crisi

Marcello Viaggio

Verifica di maggioranza in corso alla Regione Lazio. Insomma, per capirci qualcosa occorre aprire gli archivi e rispolverare le pagine di politica degli anni Settanta. Preambolo, convergenze parallele. E verifica. Il termine, in voga nella Prima Repubblica, è stato riesumato da Giorgio Pasetto, coordinatore regionale della Margherita, e subito rilanciato da Verdi, Rifondazione e Al. «In prossimità della sessione di Bilancio 2007 la verifica in maggioranza va fatta e chiusa rapidamente», ha detto chiaro e tondo ieri l’altro Pasetto: «All’emergenza del deficit sanitario va data una risposta coesa, le scelte sulla sanità devono essere condivise tra giunta, consiglio e commissione». Ossia, mettiamoci a tavolino e dividiamo risorse ed aree di influenza, secondo il vecchio manuale Cencelli.
Immediata la risposta dai partiti rosso-verdi: «La verifica di maggioranza riteniamo debba riguardare temi cruciali come sanità, precariato, politiche energetiche, gestione dei rifiuti, trasporti. Riteniamo inoltre fondamentale chiudere al più presto il bilancio 2007, per dare un quadro di certezze e stabilità». Ossia, rimettiamo tutto in gioco. Assessorati, commissioni. Nomine. A partire dalla sanità, dove l’assessore Battaglia, è sottinteso, la deve smettere di fare di testa sua. Ma senza dimenticare il resto, soprattutto i servizi sociali. Non a caso nelle settimane scorse proprio i Verdi avevano chiesto una poltrona in più, e nel mirino ci sarebbe quella dell’assessore alle politiche sociali Alessandra Mandarelli. «La verifica - affermano i capogruppi D’Amato, Peduzzi, Fontana (Verdi) - sarà chiusa solo nel momento in cui vi sarà un quadro chiaro di rafforzamento del governo regionale». Finanziaria Prodi permettendo naturalmente. E qui, è sottinteso, sono altri mal di pancia. Soprattutto per chi rischia di perdere la faccia con l’elettorato, come appunto Rc.
Lo scenario non sorprende più di tanto i leader di centrodestra alla Pisana. Pungente il commento del capogruppo di An, Antonio Cicchetti: «Come volevasi dimostrare: i malumori, che ribollivano come il mosto nei tini, sono sfociati in una richiesta di verifica. Dopo un anno e mezzo di paralisi della Regione Lazio, è bene che questa situazione si chiarisca al più presto in consiglio e di fronte all’opinione pubblica». «Per la maggioranza è una vera e propria anticamera della crisi - rimarca anche Bruno Prestagiovanni, An, vicepresidente del consiglio - Non vedo che altro significato attribuire a una richiesta di verifica di maggioranza che parte da loro stessi». «Quella della maggioranza è una crisi kafkiana - argomenta Alfredo Pallone, capogruppo di Forza Italia -. Siamo al teatro dell’assurdo. Rc, Verdi e Al smentiscono, ma di fatto la verifica la reclamano eccome». «Sull’ambiente - prosegue il capogruppo degli azzurri - la maggioranza è dilaniata dalle contraddizioni sui gassificatori. Sulla sanità l’assessore Battaglia, in riunioni carbonare, incontra da solo i lavoratori del Sant’Andrea e promette soluzioni miracolose. Una cortina fumogena avviluppa il piano ospedaliero. Insomma, la Regione è paralizzata. Sono partiti che si sono messi insieme solo per le elezioni. Ma alla fine continueranno a campare per spartirsi le poltrone. È l’unico collante vero che tiene in vita questa coalizione», conclude Pallone. Sarcastico, infine, il capogruppo Dc, Fabio Desideri: «Ci sembra che questa verifica del quadro di maggioranza della Regione si vada chiudendo nel classico modo caro al centrosinistra: nulla cambia affinché tutto resti com’è. Con l’unico risultato che le grandi questioni che interessano i cittadini non troveranno le soluzioni promesse in campagna elettorale ma, al massimo, la solita “pezza”: di colore rosso, naturalmente».