Il centrosinistra tradito anche dalla Val d’Aosta

Roma. Chi l’avrebbe mai detto che il presunto pasticcio istituzionale che ancora ieri pomeriggio faceva gridare l’Unione al golpe avrebbe avuto, solo qualche ora dopo, il via libera del Quirinale? Di certo, non i capigruppo dell’opposizione che - alle quattro del pomeriggio di ieri - convocavano alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi per rispondere al seguente quesito: non sarà mica che la riforma della legge elettorale in senso proporzionale appena approvata è incostituzionale per colpa del cosiddetto lodo Valle d’Aosta (i voti della regione non vengono computati per calcolare il premio di maggioranza)? «La Valle d’Aosta - ha risposto il ministro - non è mai stata uguale alle altre regioni italiane: storicamente è stata sempre favorita in quanto regione con popolazione ridotta». E ancora: «In tutta la storia dal dopoguerra a oggi, in tutte le leggi che si sono succedute, salvo una volta, è sempre stata confermata la “specialità” della Valle d’Aosta proprio per favorirla, fino alle ultime tre tornate elettorali quando, mentre in tutta Italia si votava su due schede, una per l’uninominale e l’altra per il proporzionale, gli elettori della Valle d'Aosta ne hanno ricevuto una sola. Mi domando, anche in quel caso si trattava di discriminazione?».