Cerca di salire sul treno in corsa Le ruote gli tranciano le gambe

L’uomo, subito operato, è grave. Un testimone: parlava al cellulare

Paola Fucilieri

Lo hanno visto passeggiare e parlare al telefonino sul marciapiede del binario 6 della stazione Garibaldi. Erano da poco passate le 5.30 di ieri. E forse R. P. - un 34enne originario di Como e ospite di una comunità per tossicodipendenti - quando, una decina di minuti dopo e mentre è ancora al telefono, nota il treno partire all’improvviso pensa che, saltandoci sopra, avrebbe l’opportunità di farsi una bella dormitina senza essere disturbato. L’orario si prestava. E almeno fino a Pioltello il convoglio sarebbe rimasto completamente vuoto, senza alcun passeggero. Quale migliore opportunità?
Purtroppo la malasorte decide diversamente per lui, trasformando un modesto programmino soffice come un guanciale in una tragedia dolorosissima, pronta a dare una svolta durissima alla sua esistenza, spezzandogliela. Sì perché mentre cerca di salire il giovane uomo (che, secondo una testimonianza, sarebbe stato ancora al telefonino) scivola, cade e finisce con le gambe sotto le ruote della carrozza in movimento che gli tranciano entrambi i polpacci all’altezza del ginocchio, in un sol colpo.
Una tragedia che si svolge in pochi attimi. Tra le urla del poveretto che, restato sempre cosciente, vive senza un attimo di tregua i dolori lancinanti provocatigli dall’amputazione, sul binario accorre subito il personale della stazione che avverte poi quello del 118.
Immediatamente il giovane uomo viene portato all'ospedale Fatebenefratelli per essere sottoposto a un intervento chirurgico che fermi le due grosse emorragie provocategli dagli arti tranciati a quel modo.
«La prognosi è riservata e le sue condizioni sono considerate molto gravi - ci dicono più tardi i poliziotti del compartimento Polfer di Milano, visibilmente turbati - l’uomo, tuttavia, non dovrebbe correre pericolo di vita».
Sono loro, gli investigatori della polizia ferroviaria, a recarsi alla stazione Garibaldi per ricostruire la dinamica dell’incidente e capire veramente che cosa sia accaduto a quel poveretto che adesso non ha più le gambe. E che si debba dare, o meno, la colpa, in parte, all’uso improprio del telefonino, purtroppo la terribile sostanza delle cose non cambia.