Cerchiamo di non vederci prima di Natale

«Riusciamo a vederci prima di Natale?». Ma sì, cerchiamo di vederci tutti prima di Natale. Sembra che alla gente in questi giorni non interessi altro che incontrarsi prima di Natale. Ma perché? Cosa succede PRIMA di Natale? Non possiamo vederci DOPO? Io vorrei capire che cosa spinge un bipede trafelato che salta da un negozio all’altro a caccia della cosa meno idiota da regalare alla suocera, a volersi incontrare con un proprio simile altrettanto trafelato che annaspa tra una recita scolastica e un cocktail, una cenetta, un aperitivo di auguri. Non ne avete già abbastanza? Se proprio dobbiamo, non possiamo vederci dopo Natale? Invece non si sente dire altro: cerchiamo di vederci prima di Natale.
Forse ci vorrebbe un antropologo per analizzare a fondo il fenomeno, forse solo uno scienziato potrebbe spiegare questi tipi di comportamento masochista. Nessun animale in natura agisce sapendo di farsi del male, invece noi che dovremmo essere homines sapientes ci inoltriamo in conversazioni stralunate quando non inutili (e sempre banali, ma quello è il meno). Perché se uno non vi vuole vedere prima di Natale, state certi che vuole sapere che cosa fate durante le vacanze. E infatti la seconda frase più gettonata dell’orgia prenatalizia è: «cosa fai per le feste?». E che vuoi che faccia: chi non può far di meglio sta in famiglia, chi può va a fare un bel viaggio, qualcun altro andrà in montagna, chi nella casa avita...
Ma la verità è che a nessuno importa un fico secco di sapere quello che fai e di certo se uno ti chiede di vederti prima di Natale e tu gli dici: «Bene, io sono liberissimo, vediamoci stasera», quello comincia a balbettare che stasera ha un impegno e che forse anche domani non è messo poi tanto bene.
Provateci, vi divertirete. «Riusciamo a vederci prima di Natale?». Provate a rispondere: «Sì, domani». Avrete il fuggi fuggi intorno a voi. E allora adottate questa formuletta magica e vi libererete da ogni impegno. E se uno vi chiede cosa fate per Natale provate a rispondere: «Sto a casa da solo» e aspettate la reazione. Allora quello sarà in imbarazzo e sentirete dall’altra parte della cornetta il silenzio. Poi proverà: «Ah, sei di quelli a cui non piacciono le feste?». E voi: «No, è proprio che non ho nessuno con cui passare le feste». Risultato garantito, nessuno vi chiederà più niente.
E comunque tanti auguri e buone feste a tutti. E vediamoci dopo Natale.
caterina.soffici@ilgiornale.it