«Cerchiamo soluzioni sia per il commercio sia per la sicurezza»

Il confronto sulla sicurezza si trasforma in scontro. Il sindaco dopo anni di immobilismo da parte della sinistra, ha finalmente proposto soluzioni concrete per cercare di reagire al degrado che caratterizza la movida notturna in centro storico. Le misure, decise due giorni fa dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, sono preventive e non repressive e si basano sul divieto della vendita per asporto di bevande alcoliche a partire dalle 21 per locali pubblici, supermercati e circoli privati e sul divieto della somministrazione di alcol dopo le due di notte applicato anche ai laboratori artigianali e ai 106 circoli culturali del centro. Ma il giro di vite, teso a garantire non solo i giovani, ma anche gli esercizi commerciali che lavorano legalmente, ha calamitato le critiche di Confcommercio, che ha definito Roma la città dei divieti. «A mio avviso le dichiarazioni di Pambianchi sono fuori luogo - ha risposto oggi Gianni Alemanno -. Dire che c’è un danno per il commercio mi sembra francamente un’esagerazione e una mancanza di sensibilità rispetto ai reali problemi di alcune zone di Roma, dove c’è una movida sfrenata».
Alemanno ricorda che così ai commercianti è stato dato il vantaggio di avere un’effettiva parificazione di concorrenza con circoli privati e laboratori artigianali che dovranno tutti chiudere le mescite alle due di notte. «Credo che il commercio non abbia di che lamentarsi - ha aggiunto il primo cittadino -. Inoltre voglio dire che non c’è nessuna volontà di conflitto con il I municipio. Ascolteremo le proposte del presidente Orlando Corsetti».
«L’intenzione dell’amministrazione - fa eco l’assessore al Commercio Davide Bordoni - è di risolvere e non creare ulteriori problemi ai commercianti. Nei prossimi giorni, comunque, incontrerò Confcommercio e Confesercenti per fare il punto della situazione e ascoltare eventuali proposte. Il nostro obiettivo rimane il contrasto dell’abusivismo commerciale. Riguardo al I municipio sottolineo quanto sia strategico un lavoro congiunto, come d’altronde è avvenuto in questi primi sei mesi.
Perplessità, però, sono state espresse ieri anche dal settore alimentare della Cna, composto in maggioranza da pizzerie al taglio: «La misura voluta dal prefetto in accordo con il Comune è penalizzante per l’intero settore, chi infatti non ha servizio al tavolo rischia di non vendere più un solo pezzo di pizza dalle 21 in poi per l’impossibilità di servire da bere e c’è il rischio che venga incrementato così il commercio abusivo di alcolici». Corsetti, infine, va giù più duro contro il Campidoglio: «Sono provvedimenti bluff e proibire l’asporto di alcolici è una misura che non reggerebbe l’urto di un ricorso al Tar».