Il cerchio si stringe sulla capitale

Kabul. L’attacco che ieri ha ucciso dieci soldati francesi in Afghanistan è stato l’ultimo di una serie di azioni talebane alle porte di Kabul. Secondo molti analisti, l’imboscata dimostra che i miliziani islamici stanno raggiungendo la capitale. Soltanto una settimana fa, i ribelli hanno ucciso tre cooperanti straniere e il loro autista afghano, 50 chilometri a sud di Kabul. Sono aumentati inoltre gli scontri e i rapimenti nelle province di Kapisa e Wardak, vicine alla città, mentre la strada che collega Kabul e Kandahar è sempre più pericolosa. La capitale, in cui la sicurezza è ai massimi livelli rispetto al resto del Paese, lo scorso mese è stata teatro di un impressionante attentato suicida, quello all’ambasciata indiana, che ha ucciso 60 persone. Per il presidente Hamid Karzai e portavoci delle Nazioni Unite l’aumento degli attacchi non significa che i talebani abbiano un piano. Alcuni esperti, invece, fanno notare come i miliziani stiano usando una strategia particolare, la stessa - quella di chiudere su Kabul - usata anche dai mujaheddin ai tempi dell’invasione sovietica.