Ceronetti al Piccolo: sette giorni di parole, note e suoni

Fra ballate popolari e romanticismo francese

Sergio Rame

Sette giorni di parola, voce e suono. Tra ballate popolari, tragiche grida neogreche e poetici versi del romanticismo francese Guido Ceronetti porterà sul palcoscenico del Piccolo Teatro (02-72333222) Una mendicante cieca cantava l'amore. Un laboratorio gratuito per avvicinare il pubblico milanese ai sapori e ai colori della poesia.
Un itinerario insolito che si snoda tra voci poetiche, parole della cronaca contemporanea, letture dalle sacre scritture - di cui Ceronetti è uno dei più apprezzati traduttori - e ballate popolari. Un viaggio senza tempo che traghetterà il pubblico verso l'infinito. E, come in tutti i viaggi, il protagonista è solo e destinato ad arrivare fino alla fine di un percorso sentimentale con le proprie forze.
Dalle voci cechoviane di Marina Cvetaeva e Anna Achmatova alla poesia piemontese di Angelo Brofferio, dalla poesia milanese di Delio Tessa alla poesia greca tragica e neogreca di Costantino Kavafis, fino poi arrivare alle grandi voci della letteratura francese. «Il titolo dell'appuntamento è tratto dai Taccuini di Cechov - spiega Ceronetti - e fa da filo conduttore al lavoro che, insieme agli artisti del Teatro dei Sensibili, porteremo sul palco del Piccolo per far apprezzare a quanti sceglieranno di intervenire a queste giornate il sapore della poesia: sarà, dunque, una settimana di riflessione, improvvisazione e studio dedicata a più voci della poesia mondiale».
Il suono dell'organo di Barberia "Lola", strumento ormai divenuto un "marchio di fabbrica" delle esibizioni del Teatro dei Sensibili, accompagnerà le acrobazie narrative di Ceronetti e dei suoi attori in un happening quotidiano, composto da sequenze diverse e vicino, per clima, al teatro di strada. Proprio per renderlo ancora più vicino al pubblico, Ceronetti ha disposto che il pubblico possa entrare e uscire anche nel corso dei lavori, scegliere se restare per tutta la durata del workshop, oppure interromperne la visione.
Insieme a Cecilia Broggini, Luca Maceri, Elena Ubertali e Filippo Usellini, Ceronetti accosterà il pubblico milanese alle diverse sfaccettature della poesia. Con l'aiuto di Serena Vitale il ciclo di incontri, partirà giovedì pomeriggio (dalle 15 alle 20), con Voci cechoviane, un viaggio attraverso la poesia russa di Marina Cvetaeva, Anna Achmatova e Varlam Shalamov.
Se venerdì Ceronetti, Susanna Paisio e Dante Isella metteranno in scena Poesia e canzoni piemontesi e poesia milanese, sabato la poesia tragica e neogreca di Costantino Kavafis e Georgos Seferis darà, invece, voce alle Grida di strada. La settimana si chiuderà con Il sacro, un incontro che, attraverso le letture dei Salmi, del Qohélet e del libro di Giobbe, prenderà in considerazione la violenza scritturale, la parola semitica e la figura del profeta biblico.
Lunedì 28 sarà la volta della poesia e della narrativa francese: dall'oscura attenzione di Louis Ferdinand Céline nei confronti della natura umana colta nei suoi eccessi allo stile "matematico" e fortemente simbolico di Charles Baudelaire, dall'irrequietezza di Arthur Rimbaud, che fu capace di fare a pezzi tutte le convenzioni della società francese di fine Ottocento, al medico Gustave Flaubert la cui vita sarà sempre segnata dall'eco passionale per Elisa Foucault. Il viaggio di Ceronetti si concluderà con due giornate dedicate alla ballate (Ballate popolari e deliri disarmati) e alla poesia contemporanea (Poesia, storia e cronaca contemporanea).