«Certe notti», il rock di Liga diventa danza con l’Aterballetto

Il rock diventa danza; un cocktail di linguaggi e di mondi difficili da mettere insieme. Soprattutto se si parla del rock ruspante di Ligabue e delle raffinate evoluzioni dell’Aterballetto. Ma è proprio questo connubio l’arma vincente di Certe notti, lo show di danza su musica e poesie del rocker - con coreografie di Mauto Bigonzetti - che torna in scena questa sera e domani al Teatro della Luna. La musica che entra nel corpo e rilancia le sue emozioni attraverso il movimento in un unicum che armonizza recitazione, balletto contemporaneo, poesie dalla raccolta Lettere d’amore nel frigo, videoinstallazioni e dialoghi estratti dal film Radiofreccia.
Il tutto per raccontare «la notte», o meglio le notti stradaiole e ribelli del Liga, fatte di avventure semplici e provinciali ma proprio per questo magiche, quelle notti in cui «la strada non conta quello che conta è il sentire che vai», o «la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei». Quelle notti insomma «che assomigliano a un vizio e tu non vuoi smettere mai». Visioni notturne che si confondono tra sogno e realtà nei passi dell’Aterballetto. Una notte da vivere intensamente e senza schemi, come un treno preso al volo e alla cieca. «L’idea di questo lavoro - dice Bigonzetti - è un cammino attraverso la notte intesa non come oscurità reale e mentale, ma assaporata come rigeneratrice di una realtà intima».
«In scena si vede la risposta fisica, mentale e dello spirito ad alcune delle mie canzoni» , spiega invece il Liga, che vive attraverso le inedite e un po’ intellettuali riletture di brani scatenati come Vivo morto o X o canzoni introspettive quali Ho messo via.