«Per certi giudici il premier è colpevole a priori»

RomaPresidente emerito Francesco Cossiga, se questa è una «bomba atomica» mi chiami pure Napoleone Bonaparte.
«Fossi in lei scherzerei poco con la salute mentale».
Non ce n’è mai abbastanza.
«Non per trovare attenuanti a questo signor Spatuzza, ma mi chiedo: se uno ha ammesso di essere autore di sei stragi, di aver ucciso quaranta persone e un bimbo nell’acido, questo non dovrebbe dirci qualcosa del suo profilo psicologico?».
C’è criminale e criminale.
«Oltre a una devianza morale, mi pare che si sia in presenza di una chiara devianza psichiatrica».
Però le cose che dice non sono farina del suo sacco.
«Appunto, riferisce tutte cose de relato, apprese nel corso degli anni. Senza chiarire un punto fondamentale: per quale motivo Dell’Utri e soprattutto Berlusconi volessero quelle stragi. Manca il movente del mandante, insomma».
In molti si chiedono come mai Spatuzza ricordi soltanto ora.
«Il motivo esiste: siamo in un momento di crisi, nel quale Berlusconi è accerchiato da tutte le parti. Dunque in una situazione di debolezza. Se un collaboratore di giustizia deve collaborare per ottenere sconti, quale momento migliore?».
Ci si chiede se l’attesa spasmodica avesse una regia occulta. Come s’è sciolta la sua lingua?
«Leggendo i giornali, presumibilmente. Altrimenti si dovrebbe arrivare a pensare che qualche magistrato gli abbia prospettato che i benefici di legge potessero essere migliori, qualora il suo “pentimento” fosse assurto agli onori delle cronache».
Non arriveremo a pensarlo.
«Credo che dobbiamo toglierci dalla testa l’idea anti-umana che i magistrati non abbiano altre motivazioni che non siano quelle giuridiche. Sono uomini come gli altri e hanno preconcetti come tutti, che loro lo sappiano o no».
Il legislatore dovrebbe neutralizzare questo «difetto naturale».
«È una delle cose più difficili da fare. Anche perché alcuni preconcetti sono profondi nella nostra cultura dominante. Specialmente in coloro che chiamerò i giacobin-cattolici, inclini a trasferire il peccato originale da un piano etico sovrannaturale a uno etico naturale. Cosa che si traduce in una presunzione non di innocenza, ma di colpevolezza. Aggravata dalla presenza di ricchezza e potere, nota farina del diavolo. Tornando al caso in specie, il problema così non è stabilire se sia vero o falso ciò che dice il signor Spatuzza, bensì stabilire che cosa è male. Dato che Berlusconi è un farabutto, secondo questo schema logico-giuridico tutto ciò che può danneggiarlo è benvenuto. Non a caso è anche l’atteggiamento del Pd sulla vicenda: cautela, ma nessuna critica a Spatuzza. Pur se non credibile, si aspetta di vedere».
Non è solo l’opposizione ad aver usato questo argomento. Anche nella maggioranza s’è attesa con impazienza la «bomba atomica».
«Non credo che Gianfranco Fini sia un coglione: il ragazzo è sveglio e, se si è espresso in questo modo, avrà avuto ampie assicurazioni».
Assicurazioni da parte di chi? Dal capo dello Stato?
«Non mi permetterei mai di dirlo. Certo che Fini è un politico della prima Repubblica, alla pari di Tabacci, Casini, Follini, ed è chiaro che punta a diventare il primo post-fascista, sebbene convertito, a guidare un governo di unità nazionale».
Forse è soltanto un sogno.
«Ma è anche il mio. Mi piacerebbe che Berlusconi combinasse un bello scherzo all’opposizione, decidendo di dimettersi e di ritirarsi a Panama, come ha detto. Lì dovrebbe stare attento a non fare il bagno nelle acque infestate dagli scarichi delle navi, ma potrebbe dedicarsi alla costruzione di nuovi canali, lasciando con un palmo di naso anche chi vorrebbe mettere le mani sul patrimonio».
E in Italia che accadrebbe?
«In Italia, allora, il presidente Napolitano non scioglierebbe le Camere e, assecondando i desideri della terza carica dello Stato, affiderebbe a lui un governo d’unità nazionale sostenuto vigorosamente dall’opposizione. Ma Gianfranco Fini, appena ottenuta la fiducia, sbalordirà tutti entrando a Palazzo Chigi in camicia nera e ripristinando, come primo atto, assieme a Fratelli d’Italia l’utilizzo delle note di Faccetta nera, con il chiaro intento di favorire l’integrazione degli extracomunitari. In effetti, le strofette della canzone confermano che i fascisti non furono affatto razzisti con la “bell’abissina”...».
Alternative a questo sogno?
«Che Berlusconi prenda alla lettera l’appello del capo dello Stato e, forte del chiaro mandato di governo decretato degli elettori, vari non il processo “breve”, ma “lungo”. Anzi “lunghissimo”. Così da governare a oltranza fottendosene di Mills, di Spatuzza eccetera».
Addio Fini-mondo.
«Fini troverebbe un posto nell’Udc con Casini, Rutelli e Tabacci, un amico diventato giustizialista per manifesta sindrome di Stoccolma. Altrimenti Gianfranco potrebbe finalmente ritrovarsi con Di Pietro, visto che sono fatti l’uno per l’altro».
Così, alla fine, Berlusconi visse felice e contento.
«Purtroppo no: sarà vittima d’un attentato di mafia. Ma i giudici stabiliranno che se l’è fatto apposta».