Certi romanzi è meglio non finirli

Che cosa hanno letto gli italiani quest’estate? Sarebbe interessante avere, accanto alla classifica dei libri acquistati, anche quella dei volumi terminati dai lettori. Un recente sondaggio inglese ha rivelato che il 55 per cento degli acquirenti compra saggi e romanzi per moda, status o per «arredare la casa» e la maggior parte non ne finisce neppure uno.
Nella top ten dei libri iniziati e non finiti, ci sono i best seller stagionali ma anche i grandi classici. «Il club letterario in cui nessuno scrittore vorrebbe mai finire», come è stato definito dai giornali inglesi, comprende mostri sacri come Guerra e pace di Tolstoj, Delitto e castigo di Dostoevskij e Ulisse di Joyce, accanto a grandi successi come I versi satanici di Rushdie, L’alchimista di Coelho e, a sorpresa, perfino qualche volume della saga di Harry Potter.
Se un tale sondaggio si facesse in Italia alla fine dell’estate, stagione che si ritiene deputata alla lettura, chissà quali risultati darebbe. Lo stesso sondaggio inglese spiega che a spaventare il lettore molto spesso (nel 40 per cento dei casi) è la lunghezza dell’opera. Pensando alle nostre spiagge, potremmo dire che, seppure enormi per dimensioni, i gialloni di Stieg Larsson (Marsilio) non corrono il rischio di essere mollati a metà, ma alzi la mano chi è riuscito ad arrivare all’ultima delle 860 pagine di Un cappello pieno di ciliegie di Oriana Fallaci.
O anche chi ha letto veramente dall’inizio alla fine l’ormai celeberrimo Gomorra di Roberto Saviano. Forse è andata meglio per l’ultimo Camilleri, libretto agile e veloce per un autore che conta lettori affezionati e quasi maniacali. Stando alle classifiche estive, l’italiano spiaggiato avrebbe dovuto divorare pagine di Firmino, il topo che si nutre di carta creato da Sam Savage. Ma anche della petulante portinaia di Muriel Barbery (L’eleganza del riccio) e dell’immancabile Paolo Giordano, il giovanissimo vincitore dello «Strega» (e di tutti gli altri premi ai quali l’hanno iscritto, poveretto), che molti hanno acquistato per dovere, ma chissà quanti ci si sono poi davvero cimentati.
Questo dicono i dati di vendita. Ma sulle spiagge abbiamo visto più che altro gialli e romanzi stile Liala. Abbiamo visto molti Wilbur Smith, Ken Follett e Michel Connelly, qualche Stephen King e una grande abbondanza di Sveva Casati Modignani e Agatha Christie. Alla luce di questo sondaggio casereccio, se davvero qualcuno non è riuscito a finire il tomo, tanto meglio.
caterina.soffici@ilgiornale.it