Certificati medici falsi per uscire dal carcere

Gli
affiliati al clan Belforte beneficiavano di un trattamento penitenziario più favorevole grazie a
certificati medici falsi ottenuti corrompendo il dirigente sanitario della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere

Napoli - Era un sistema di corruzione all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere quello scoperto dalla Dda di Napoli. Le indagini, coordinate dal pm Marco Del Gaudio, hanno scoperto che gli affiliati al clan Belforte beneficiavano di un trattamento penitenziario più favorevole grazie a certificati medici falsi ottenuti corrompendo il dirigente sanitario della casa circondariale, Nicola Mottola, e il consulente psichiatrico Vincenzo Noviello.

Gli appartenenti alla polizia penitenziaria avevano il compito di introdurre farmaci suscettibili ad alterare le condizioni di salute dei detenuti per creare uno stato di appartente sofferenza. "Abbiamo fatto operazione di pulizia all’interno delle carceri" ha dichiarato Luca Bontempo, responsabile del Nucleo investigativo centrale della polizia pentenziaria di Roma intervenuto questa mattina alla conferenza stampa alla Questura di Caserta. "È stato un arresto necessario - ha detto Franco Roberti - reso possibile grazie all’intuizione investigativa della polizia di Caserta".