Il cervello, per esempio

Si parla di un medicinale che fu inventato alla fine dell’Ottocento da un medico morfoinomane. Sino al 1903 conteneva estratti ora proibiti, ed ebbe successo anche perché fu pubblicizzato come «meraviglioso rinforzante degli organi sessuali con il potere di recuperare vitalità». Dapprima qualificato come vino, questo medicinale fu poi venduto in cosiddette soda fountains dove veniva spillato liberamente: divenne un successo e una moda. Il problema è che lo divenne soprattutto nelle mescite degli Stati del Sud, assai frequentate da neri e da bambini: due categorie sociali che le fobie d’inizio Novecento erano solite equiparare tra loro. A questo medicinale si prese dunque ad associare la crescita della criminalità di colore, ciò soprattutto dopo una serie di violenti scontri ad Atlanta dove il preparato era fabbricato. Le comunità bianche dunque lo attaccarono e così pure il New York Tribune e l’Atlanta Constitution, mentre il Ku Klux Klan lo associò ai disordini del Paese e un pastore evangelista dell’Oregon addirittura lo scomunicò. Per tutto il primo decennio del Novecento in sostanza fu considerato un nemico della borghesia imperialista. Stiamo parlando della Coca-Cola, quella che adesso noglobal e universitari e consiglieri comunali seguitano a dipingere quale simbolo appunto imperialista. Preferiscono bersi un’altra cosa.