«Cervellone elettronico

«Non solo multe ma soprattutto aiuto ai cittadini. Ecco cos’è la polizia locale oggi in Lombardia. Modello vincente perché migliora la qualità della vita dei cittadini. Ma il controllo quotidiano del territorio - compito primario e connaturale - lo si garantisce anche attraverso uno scambio di informazioni permanente tra le nostre polizie locali e le forze dell’ordine». Premessa firmata da Stefano Maullu che dettaglia le proposte messe nero su bianco dalla Regione Lombardia al governo nazionale con una certezza, «quella di un’amministrazione che ha investito in nuove tecnologie per tutte le forme di sicurezza, da quella stradale a quella logistica delle merci pericolose passando attraverso la security nei cantieri edili».
Un mosaico, assessore Maullu, che Regione Lombardia compone con un contributo economico più che sostanzioso e, adesso, anche con la richiesta di un rapporto permanente, uno scambio di informazioni concrete tra polizia locale e forze dell’ordine. Richiesta anche in vista di Expo 2015?
«Non c’è dubbio che questo progetto possa contribuire al miglioramento della sicurezza urbana. Regione Lombardia ha sin qui investito qualcosa come 90 milioni di euro per dotare le forze di polizia locale di strumenti di video-sorveglianza. Ma Regione Lombardia ha pure messo in rete migliaia di telecamere spalmate in 800 comuni e, ancora, ha adottato l’uso del satellite sia per il rischio idrogeologico che per il monitoraggio del trasporto merci».
In soldoni?
«Una significativa fornitura di mezzi e di materiali concessi in comodato d’uso ai vigili del fuoco e al corpo forestale dello Stato. Il potenziamento della sala operativa regionale che è risultato tangibile della politica regionale in materia di sicurezza, nonché la creazione di una banca dati condivisa e riservata che raccoglierà le informazioni dei comandi di polizia locale. E, ancora, l’accademia per gli ufficiali di polizia locale che inaugureremo tra qualche mese e che è utile per dare senso di appartenenza al sistema regionale».
Impegni concreti, quindi, come la sala operativa di via Taramelli...
«Collegata con oltre duecento stazioni di monitoraggio remoto, costante e in tempo reale con il servizio meteo regionale e con la rete nazionale dei “centri funzionali“ oltreché connessa con 24 postazioni di controllo, anche via radio e via satellite alle sale operative di tutti gli enti e delle altre forze operative, è un presidio di avanguardia dei rischi naturali a cui è soggetto il territorio lombardo».
Insomma, viviamo in una regione che offre un nuovo approccio alla tematica rischio analizzando cioè i pericoli non più esclusivamente in termini di sicurezza tout court ma in senso ampio come safety ovvero la salvaguardia della comunità e del territorio.
«Esattamente. Abbiamo individuato otto rischi per ognuno dei quali ci sono specifiche politiche di prevenzione. Ma la vera innovazione è quella di adottare un approccio metodologico basato sulla visione e sulla gestione integrata del servizio. Come dire: colleghiamo rischi diversi, li consideriamo nel loro insieme come una minaccia globale alla quale si risponde con una protezione globale e attraverso il coinvolgimento e il coordinamento, dello Stato, della Regione e giù sino ad arrivare i cittadini».