Cesa: "Con la Cdl alle amministrative. Siamo alternativi alla sinistra"

Il segretario dell'Udc conferma la collocazione del suo partito nel centrodestra ma per il futuro chiede autonomia e
rispetto da parte degli alleati. "Non siamo un'appendice che funziona quando accetta le decisioni altrui e tradisce quando le mette in discussione"

Roma - L'Udc correrà con la Cdl alle amministrative, ma per il futuro chiede autonomia e rispetto da parte degli alleati. Lo ha detto il segretario Lorenzo Cesa, parlando al congresso. «L'Udc - ha detto Cesa - conferma la disponibilità a sostenere l'alleanza di celntrodestra a cominciare dalle elezioni amministrative di fine maggio». Un passaggio che l'assise ha applaudito. E però, ha detto ancora Cesa tra gli applausi, ma resta il «problema aperto» sul «modo con cui rapportarci ai nostri alleati. Noi non accettiamo ruoli subalterni e discriminazioni; noi rivendichiamo la nostra autonomia, un'autonomia che deriva sia dalle nostre radici culturali e politiche, sia dal sistema elettorale proporzionale che impone a ciascuna forza di trovare un punto di equilibrio tra le ragioni dell'alleanza e la rappresentazione della propria fisionomia».

Alla Cdl Cesa chiede, per stare insieme, «una comune direzione di marcia. Noi non possiamo accettare che i movimenti politici vengano orientati dalle manifestazioni di piazza, né che l'attività parlamentare delle forze d' opposizione si esaurisca in una marcia eterna quanto inutile verso una fatidica spallata che non arriverà mai. Chi chiede la coesione del centrodestra deve fare anzitutto un esame di coscienza e capire che più cresce la deriva populista, più cresce il richiamo a categorie che non appartengono alla politica, ma allo scontro tribale, più ampie si fanno le distanze con il nostro Partito». «Non siamo stati noi a minare il centrodestra, ma chi ha sacrificato il sostegno a una missione militare, che proprio il centrodestra ha voluto, alle suggestioni di una politica inconcludente e puerile» e «chi considera ogni richiesta di autonomia, ogni discussione di merito, ogni proposta divergente rispetto a quella degli alleati, come un reato di lesa maestà».

L'Udc, ha detto ancora Cesa, non potrà «mai accettare di essere considerata come un'appendice che funziona quando accetta le decisioni degli altri e tradisce quando le mette in discussione. Il cardine della nostra tradizione politica è la libertà, e la libertà si costruisce nel rispetto reciproco e nel riconoscimento più pieno e paritario di una dignità politica che prescinda dalla forza dei numeri. In democrazia i numeri sono fondamentali, ma senza idee la democrazia stessa non esiste. E noi abbiamo un'idea: non vogliamo vivere di rendite, o come parassiti, sulle spalle altrui ed avanzare le nostre idee». Tutti passaggi fortemente applauditi dal congresso.