Cesa: «Da “Renata la formica” la scossa per far cadere il governo»

«La nostra Renata vincerà e da martedì il governo dovrà assumersi le responsabilità e prendere atto di questo forte segnale». Parole di Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, ieri a Genova per tirare la volata alla candidata del centrodestra. Un Cesa che non chiede la «spallata» per immediate elezioni politiche, ma invoca che questi forti segnali dell’elettorato sollecitino un senso di responsabilità nella sinistra moderata per sostituire questo governo con uno tecnico transitorio «che sappia risolvere i 3-4 problemi principali del Paese che questa sinistra lacerata non è in grado di fare: legge elettorale, riforma delle pensioni, e incentivi alla famiglia».
E l'artefice di questa scossa potrebbe essere proprio Renata Oliveri, una donna «che stimo sia come persona sia per tutto quello che ha fatto, e di cui apprezzo le grandi competenze tecniche - dice il segretario Udc-. Un quotidiano nazionale ha definito Renata una formica operaia e in questo tempo di cicale, la Provincia di Genova dovrebbe essere orgogliosa di avere un presidente come lei». E i due si sono trovati fianco a fianco nel tardo pomeriggio presso il point elettorale di salita Santa Caterina. «Perché anche se il risultato del primo turno è già stato storico, così come il buon risultato in Comune o il ballottaggio conquistato a Pistoia - aggiunge - noi siamo convinti di potercela fare». E per farcela, secondo Cesa, farà bene oggi Berlusconi a parlare nel ponente genovese «perché proprio i lavoratori, gli operai e le classi storicamente rosse, hanno capito che la sinistra non ha fatto nulla per loro e che solo il centrodestra può rappresentare una speranza».
Se però si sottolinea che a Genova l'Udc non ha sfondato, Cesa imputa la questione a problemi locali e non alla posizione più moderata del suo partito: «Non possiamo chiedere qualcosa quando non ci sono le condizioni, ma lavorare in Parlamento per far sì che ci si schiodi da questa paralisi istituzionale».