CESARIA EVORA «diva scalza» Voce struggente da Capo Verde

Cesaria Evora, 66 anni ad agosto, è la voce magica e intrisa di malinconia di Capo Verde.
È lei la regina della morna, il blues in lingua creola-portoghese, ideale mix di fado portoghese e ritmi afrocubani, il solo modo, forse, per cantare (e per capire, ascoltandolo) le sofferenze e le traversie di un popolo che ha alle spalle una lunga e amara storia d'isolamento, schiavitù ed emigrazione. Già, perché ancora oggi oltre tre milioni di capoverdiani sono costretti a vivere lontano da quelle dieci isole dell'Oceano Atlantico a 450 chilometri dalla costa del Senegal.
La vita di Cesaria, meglio nota come la «diva scalza» (si esibisce così per rispetto ai bimbi e alle mamme in povertà dell'isola) sembra un affresco romantico.
Fino a una ventina d'anni fa non era altro che una cantante da bar dalla fama circoscritta a Mindelo, la città natale sull'isola di São Vicente. La sua vita, tutt'altro che facile, era fatta di parecchio cognac e di altrettanto fumo. Fino ad allora, non aveva mai inciso un disco. Non aveva nemmeno assaporato l'ombra di uno studio discografico.
Poi, in modo piuttosto rocambolesco, nel 1988 confeziona il primo album, cui ne seguono diversi altri: tutti registrati a Parigi. Lavori che prima passano inosservati e, poi, improvvisamente, diventano di culto. Non a caso, nel '91 Le Monde, recensendone un concerto, inserisce Cesaria Evora «nell'aristocrazia delle cantanti da locale». Si accresce così a dismisura il suo status di cantante-culto, mentre si sprecano i paragoni tra la sua voce nobile, calda, armoniosa e ad alto tasso emozionale, e quella di Billie Holiday.
La popolarità di «Miss Perfumado», il cd del biennio '92-'93, in pieno boom della world music, è stato il viatico per un sorprendente successo mondiale salutato da numerosi attestati di stima prestigiosi. Uno per tutti, Caetano Veloso, il guru, poeta e cantore raffinato del movimento tropicalista brasiliano, ammiratore della prima ora di Cesaria Evora, che tra l'altro, quest'oggi alle 15.30, riceverà a Palazzo Marino dalle mani dell'assessore allo Sport e Tempo Libero Giovanni Terzi il sigillo della città «quale ambasciatrice della Cultura di Capo Verde e portavoce attraverso le sue canzoni dei diritti della donna in tutto il mondo». Nessuna sorpresa se «Rogemar» (traduzione: preghiera al mare), l'ultimo album pubblicato lo scorso anno, che ha l'acqua come tema dominante, la vede collaborare (e non è la prima volta...) proprio con Veloso.
Domani sera l'attesa performance all'Arena nell'ambito del Milano Jazzin' Festival. E per Cesaria Evora, accompagnata da una dozzina di strumentisti di alto livello, non è da escludersi il tutto esaurito.
Cesaria Evora
Domani ore 21
Milano Jazzin' Festival, Arena
Ingresso 15 euro