Cesena, tunisino accoltella e uccide il vicino di casa

Raouf Chaanbi, immigrato regolare impiegato come artigiano, ha cercato di forzare la porta di casa di Mirco Mariotti, 35 anni, alle 5 di stamattina. Lui lo pugnalato al petto con un coltello da cucina. Poi si è costituito

Cesena - Un tunisino ha accoltellato e ucciso un vicino di casa la notte scorsa a Cesena. La vittima, Mirco Mariotti, aveva 35 anni. Viveva nell’appartamento con la moglie e la figlioletta di pochi anni. Da una prima ricostruzione l’extracomunitario ha cercato di entrare in casa Mariotti forzando la porta. Sarebbe stato scoperto e per questo avrebbe accoltellato al ventre il vicino. L’omicida è stato portato in questura. 

L'omicida L’omicida è un tunisino di 32 anni, Raouf Chaanbi che lavora come artigiano, immigrato regolare in Italia. All’origine del gesto ci sarebbe un raptus di follia, figlio di una depressione che lo aveva colpito da qualche tempo. L’aggressione è avvenuta verso le 5 in una villetta a due piani in via Arenacci 89 nei pressi dell’Ippodromo dove la vittima che lavorava come operaio in una azienda di Bertinoro abitava al secondo piano insieme alla famiglia. Al piano di sotto risiede la suocera. Il tunisino, che abitava di fronte alla casa della vittima in via Galvani 94, si è diretto verso la villetta e ha sfondato la porta con una spallata.

La colluttazione Sentendo quel frastuono, Mariotti, che si stava vestendo per andare a lavorare, è uscito dal proprio appartamento e ha iniziato a scendere le scale per vedere cose stesse succedendo, dietro di lui la moglie. Il tunisino, senza dire una parola, sul pianerotto gli ha sferrato una coltellata (con un coltello da cucina) al petto uccidendolo, poi è fuggito gridando "l’ho ammazzato, l’ho ucciso". È rientrato nella sua abitazione, qui un connazionale, che era suo ospite da ieri sera, l’ha visto tutto insanguinato e ha capito cosa fosse successo, anzi è stato lo stesso Raouf Chaanbi ad ammettere il crimine.

La confessione Così il connazionale lo ha convinto, tenendolo stretto, a raggiungere insieme a lui a piedi prima un bar per una telefonata alla polizia, poi il il vicino Caps (la scuola della polizia stradale) dove i due sono stati bloccati. Qui è arrivata la volante che ha arrestato il tunisino, subito interrogato per tre ore dal magistrato Monica Galassi. Ora è in carcere a Forlì accusato di omicidio volontario. Il tunisino conosceva di vista la famiglia della vittima, e secondo gli inquirenti non c’erano mai stati screzi tra loro.