Il «cessate il fuoco» annunciato via radio che fece precipitare il Paese nel caos

Alle 19.45 il capo del governo Badoglio, con un messaggio alla radio, rende nota agli italiani la notizia dell’armistizio, firmato segretamente il 3 settembre a Cassibile, in Sicilia. Il Paese cade nel caos. Il re Vittorio Emanuele III e Badoglio abbandonano Roma e si rifugiano a Brindisi, nella zona già occupata dagli Alleati. Per l’esercito italiano, abbandonato senza direttive, l’annuncio dell’armistizio è uno sfacelo: 60mila fra morti e dispersi, oltre 700mila soldati internati in Germania; fra i superstiti, molti fuggono verso casa, molti danno vita a bande partigiane che animeranno la Resistenza. I tedeschi, che nei giorni precedenti avevano fatto affluire rinforzi dal Brennero, avviano l’operazione «Achse», e occupano di fatto il Paese.