Cessione Alitalia: si riaccendono i motori dei candidati

da Milano

Air France conferma interesse. Come il fondo americano Tpg, come Carlo Toto, che con la sua Air One assicura: noi manterremmo due scali hub, Malpensa e Fiumicino. Declinano ufficialmente Lufthansa e Air Berlin, Aeroflot lo aveva già comunicato nei giorni scorsi. British, inopinatamente coinvolta giorni fa da una fonte sindacale, ha dichiarato esplicitamente che non se ne parla, non sarà della partita. Cominciano, più o meno cautamente, a farsi avanti i possibili acquirenti di Alitalia, compreso quel Paolo Alazraki che fu il primo a presentare una busta, e compreso l’ex presidente della Rai, Antonio Baldassarre. Il presidente Maurizio Prato ha dichiarato ieri che tutti i candidati «saranno contattati entro il mese» dall’advisor di Alitalia, Citi.
Questo pomeriggio è in programma un cda della compagnia, cui farà seguito un incontro con i sindacati. Si tratta di un appuntamento importante perché, secondo quanto annunciato la settimana scorsa, i consiglieri prenderanno in esame i dettagli economico-finanziari del piano industriale varato l’ultimo giovedì di agosto (la Uil ha già anticipato il suo no al piano). In questi giorni sono uscite un numero imprecisato di indiscrezioni, legate soprattutto ai tagli al network, agli aerei e al personale, sulle quali tutti si aspettano un contributo di chiarezza.
A Milano sembra compatto il fronte pro-Malpensa. Il sindaco della città, Letizia Moratti, ha lanciato una sottoscrizione di firme in calce a un manifesto che chiede un diverso piano industriale per Alitalia e che sollecita un incontro con il governo (il ministro dei Trasporti Bianchi ha commentato: «Troppi parlano senza pensare»). La municipalità, ricordiamo, è l’azionista di maggioranza della Sea, la società aeroportuale. Il Comune ha comunicato di aver raccolto l’adesione di nomi di spicco del mondo milanese, ma è incorso in un errore imbarazzante: tra questi ha fatto figurare quello di Lamberto Cardia, presidente della Consob, costringendo la commissione a una smentita, visto che il presidente dell’organo di vigilanza non è opportuno si schieri a favore o contro i piani di una società quotata. Lo scivolone su Cardia ha gettato ombre sull’intera iniziativa del Comune.
Proprio della Consob, ieri, è stato ospite per la prima volta dall’assunzione del nuovo incarico il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Durante un colloquio durato un’ora ha fatto il punto sullo stato della compagnia e sul piano industriale. Alitalia da tre anni fa parte di una «lista nera» di società quotate sulle quali la Consob vigila con particolare rigore.