Cestini di cartone nei week-end in centro

Finale Ligure dichiara guerra ai rifiuti e agli sgradevoli odori che emanano. Magari si passeggia sul lungomare, dando un’occhiata al panorama e una ai ristorantini che vi si affacciano; però c’è un problema: l’olfatto è alquanto disturbato dall’olezzo penetrante di pesce, frittura, che naturalmente persistono e della spazzatura nel retro dei locali. Ebbene, per risolvere questo problema la cittadina ha deciso di far aggiungere lungo la passeggiata alcuni contenitori utilizzabili esclusivamente da bar, alberghi e ristoranti. Questi portano i rifiuti, soprattutto quelli di tipo organico - il boccone di filetto al sangue che un cliente ha lasciato nel piatto o il tramezzino al tonno caduto per terra - fra le 13.30 e le 15 e la società Finale Ambiente garantisce il loro ritiro nell’arco dell’ora successiva.
E per la «fragranza» pungente delle pescherie? Niente paura, Finale Ambiente attiverà in un futuro molto prossimo addirittura un servizio porta a porta, così gli scarti delle sardine o dei calamari, che il cliente pigro chiede già puliti, non preoccuperanno più le sdegnose narici di chi passa di fronte al negozio. Ma Finale Ligure fa di più e il suo assessore all’Ambiente, Massimo Gualberti, dichiarando guerra all’olezzo in nome del decoro e del richiamo turistico, ha attivato un servizio raccolta degli imballaggi per tutti gli esercizi pubblici, anch’esso fra l’una e mezzo e le tre del pomeriggio e per il resto della giornata ciascuno terrà per sé tutti gli imballaggi, fino al giorno dopo. In più, i censori del rifiuto selvaggio, ogni week end fanno anche sistemare nel centro storico di Borgo, Marina, Pia e Varigotti cestini supplementari di cartone per i piccoli rifiuti. Essendo di cartone, non appesantiscono l’arredo urbano ed essendo numerosi nessun turista avrà scuse per aver lasciato al suo destino una lattina di aranciata. A sorvegliare sul rispetto delle nuove regole la polizia municipale e i vigili di quartiere: rifiuto avvisato, mezzo salvato.