Cevenini e quei democratici ingrati

Da candidato sindaco mancato, che ha rinunciato alla corsa per motivi di salute, a problema da rimuovere. Questa la gratitudine dimostrata dal Pd nei confronti del bolognese Maurizio Cevenini, il recordman storico di consensi personali oggi liquidato come una presenza scomoda. Con le sue oltre 13mila preferenze, lui si è riconfermato come il vero trionfatore delle urne; ma dopo i brindisi all’indomani della vittoria, né il sindaco Virginio Merola, né tanto meno il Pd gli hanno riconosciuto un ruolo. Il «Cev» non è stato chiamato in giunta, non è diventato vicesindaco né tanto meno verrà proposto per lo scranno della presidenza del nuovo consiglio comunale. Nulla. I «compagni» davanti agli occhi gli sventolano la promessa di un biglietto per Roma alle Politiche, ma a questo punto sembra l’ennesima mossa per sfruttare il cospicuo pacchetto di voti.