Cfi, le sfide da vincere per il sistema Fiere

Dal 1982, la valorizzazione del patrimonio fieristico italiano passa da una sigla: quella del Cfi, il Comitato fiere industria al quale Confindustria ha affidato in via esclusiva la competenza a seguire i problemi relativi alle Fiere.
Per farlo, il Comitato aggrega oggi qualcosa come 33 enti o associazioni, che vantano un portafoglio di un’ottantina di marchi fieristici e che, nel 2008, daranno vita a 61 appuntamenti nelle più importanti sedi espositive della Penisola. Una rappresentanza qualificata, quindi, di un settore che nel suo complesso gode di buona salute: secondo i dati del Cermes Bocconi, infatti, il primo semestre 2007 ha visto l’attività fieristica nel nostro Paese crescere, rispetto allo stesso periodo del 2006, sia in termini di aree locate (più 4,2%) che di espositori (più 1,7%). Trend positivi anche per il livello d’internazionalizzazione, sia dal punto di vista degli espositori stranieri (più 2,3%) che dei visitatori provenienti dall’estero (più 5,5%). Ed è proprio l’internazionalità delle Fiere uno degli aspetti sui quali il Comitato fiere industria lavora con più impegno: «Occorre investire per favorire l’incoming di visitatori ed espositori attraverso un’attività promozionale all’estero - spiega Gaetano Marzotto, presidente del Cfi -: da un lato, gli organizzatori devono portare oltre confine i brand di successo, come accade già da anni con il Salone del Mobile, Vinitaly e Cibus. Dall’altro, vanno esportati anche grandi momenti d’immagine, di carattere culturale e ludico, che valorizzino il made in Italy e garantiscano nel contempo un ritorno di visibilità alle fiere organizzate in Italia».
Ma le sfide, per il Cfi, non mancano neppure sul fronte interno. E spesso riguardano i rapporti con le istituzioni. Come il problema della certificazione delle Fiere, in origine demandata agli assessorati regionali, ma attualmente oggetto di un caos normativo che in alcuni casi ne attribuisce la competenza addirittura ai Comuni. O la richiesta di norme ad hoc che riconoscano finalmente la specificità del settore: «Oggi, tanto per dare l’idea, chi organizza una Fiera è soggetto al regime Iva delle attività dello spettacolo - sottolinea Marzotto -, mentre gli allestitori sono addirittura tenuti agli stessi adempimenti delle imprese edili».