La Cgil e le pensioni dei sindacalisti

da Milano

Nell’estate del 2002 questo Giornale ha pubblicato, per oltre un mese, una serie di articoli in cui erano definiti come titolari di «doppie pensioni», e quindi «privilegiati», sindacalisti e dirigenti sindacali. Gli articoli erano pubblicati con titolazioni come: «Pensione aumentata per legge a Cofferati» (titolo del 13.8.2002, sulla prima pagina); «Pensioni, migliaia i sindacalisti privilegiati» (titolo del 15.8.2002); «La doppia pensione per legge spetta anche al distaccato» (titolo del 18.8.2002); «Doppie pensioni sindacali, l’Inps secreta i nomi» (titolo del 20.8.2002); «Pensioni doppie per 1.400 sindacalisti» (titolo del 21.8.2002); «Pensioni doppie, sindacalisti esclusi in rivolta» (titolo del 22.8.2002); «Regali confederali» (titolo del 24.8.2002); «Polo chiede a Cgil, Cisl e Uil di rompere il lungo silenzio» (titolo del 25.8.2002); «Doppia pensione, privilegio per altri 2.700» (titolo del 26.8.2002); «Pensioni doppie: l’Inps non tira fuori i nomi» (titolo del 27.8.2002); «Doppie pensioni, una leggina made in Cgil» (titolo dell’1.9.2002), «I guardiani del privilegio» (titolo del 3.9.2002); «La Cgil vuole insabbiare le liste dei privilegiati» (titolo del 5.9.2002).
In tali articoli si parlava tra l’altro di: «decreto salvapensione dei sindacalisti: una marchetta»: «pensioni fantasma»; «pensioni, migliaia i sindacalisti privilegiati»; «migliaia di sindacalisti si aumentano la pensione»; «doppia pensione solo alla nomenklatura confederale»; «regali confederali»; «i vertici del sindacato si sono tartufescamente aumentati le pensioni in modo da non farlo sapere a nessuno»; «taccheggio di denaro pubblico».
I nominativi dei singoli sindacalisti e dirigenti sindacali, con i dati atti a renderne univoca l’identificazione e conosciuta la organizzazione sindacale di appartenenza, venivano poi pubblicati in appositi elenchi, esplicitamente definiti come elenchi di «titolari di doppie pensioni», di «privilegiati» e di «guardiani dei privilegi».
Molti di questi sindacalisti hanno promosso azioni civili e penali per il risarcimento dei danni. L’editore, il direttore Maurizio Belpietro, nonché alcuni giornalisti de il Giornale sono stati condannati da n. 20 sentenze del Tribunale di Monza, sezione distaccata di Desio, al risarcimento dei danni a favore di oltre 450 sindacalisti della Cgil nonché della Cgil Nazionale, della Camera del Lavoro di Milano e della Fiom.
Questo il testo del dispositivo della sentenza n. 225 del 2005:
Il Tribunale di Monza, sezione di Desio, definitivamente pronunciando, ogni contraria domanda ad eccezione rigettata, così provvede:
1) dichiara lesiva dell’onore e della reputazione dei Sig.ri Cofferati Sergio e Guglielmo Epifani e della Cgil - Confederazione Generale Italiana del Lavoro - la campagna stampa condotta dai Sig.ri Pierangelo Maurizio, Emanuela Fontana, Giordano Bruno Guerri sul quotidiano il Giornale dal 13.8.2002 al 17.9.2002 e per l’effetto;
2) condanna i Sig.ri... (omissis)...
Maurizio Belpietro e la Società Europea di Edizioni Spa in solido tra loro al pagamento in favore di ciascun attore della somma di euro 33.000,00, oltre interessi legali del 16.3.2005 al saldo;... (omissis)...
3) ordina ai convenuti condannati di far pubblicare a proprie spese un estratto della presente sentenza, composto dall’epigrafe e dal dispositivo, nei quotidiani Il Sole 24 Ore e La Repubblica per due volte consecutive, ad intervallo di dieci giorni l’una dall’altra entro e non oltre il termine di mesi due dall’avvenuta notifica della sentenza; con la pubblicazione del dispositivo di tale sentenza le parti convengono deve ritenersi esaurito l’ordine di pubblicazione ivi contenuto.