Cgil e Uil insistono: le rendite finanziarie vanno tassate di più

Incontro tra governo e parti sociali I sindacati chiedono di blindare l’intesa sul welfare. Montezemolo: "Ridurre subito Irap e Ires"

Roma - Meno tasse su imprese e lavoro, e il pacchetto welfare tutto insieme in Finanziaria. Sindacati e imprenditori si presentano a Palazzo Chigi, all’antivigilia del varo della manovra 2008, con poche ma concrete richieste. In particolare, Cgil-Cisl-Uil e Confindustria insistono perché il protocollo sul welfare del 23 luglio scorso - che contiene, fra l’altro, lo «scalino» pensionistico in sostituzione dello «scalone» - non venga spacchettato, ma resti all’interno di un unico provvedimento di legge. Cgil e Uil si schierano poi con l’ala radicale della maggioranza, sollecitando il governo ad aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie: «Non è uno spettro, ma una misura giusta», dice Guglielmo Epifani.

Insieme con le tasse, il tema politicamente più delicato resta quello del protocollo su welfare e pensioni. Sindacati e Confindustria chiedono che venga tenuto insieme - non spacchettato in provvedimenti diversi - e approvato entro il 31 dicembre, insieme con la Finanziaria. «Il Parlamento è sovrano - osserva il segretario cislino Raffaele Bonanni - ma il governo non può stimolare modifiche al protocollo; perciò noi vorremmo che entrasse direttamente nella Finanziaria».

Anche Luca di Montezemolo è preoccupato per la sorte del pacchetto welfare-pensioni: non discute la scelta del contenitore legislativo, la Finanziaria o il collegato (quest’ultima la soluzione scelta dal governo) ma chiede che «non ci siano modifiche all’intesa». La sinistra radicale preme per dividere le norme sulle pensioni da quelle sul mercato del lavoro, su cui intende pesantemente intervenire. E il governo cerca di barcamenarsi, predisponendo un articolato che prevede la cancellazione di una fattispecie di lavoro atipico come lo staff leasing (poco usato, in particolare dalle imprese industriali) e un limite ai contratti a termine.

Il secondo argomento di discussione è quello fiscale. Padoa-Schioppa promette ai presenti che nel 2008 la pressione fiscale resterà stabile (in realtà, seguendo i dati tendenziali, aumenta ancora al 43%), e una semplificazione tributaria a favore delle imprese. Montezemolo ricorda tuttavia che la pressione fiscale sulle nostre aziende è del 33% più Irap; e per far crescere l’economia bisogna ridurre Ires e Irap, provvedimenti «fondamentali anche per attrarre investimenti dall’estero». Bonanni aggiunge che sulla questione fiscale, «sia sulla casa che sull’Ires, occorre trasparenza». Luigi Angeletti, segretario della Uil, fa di più, sollecitando un taglio alle tasse sul lavoro e un aumento del prelievo sulle rendite finanziarie. Confcommercio e Confartigianato chiedono la riduzione delle tasse. «La Finanziaria non scioglie il corto circuito fra spesa improduttiva e pressione fiscale troppo elevata», spiega Carlo Sangalli, presidente dei commercianti.

Prodi e Padoa-Schioppa dicono alle parti sociali presenti a palazzo Chigi che «si punterà sulle crescita» dell’economia, che invece è in netto calo sia quest’anno che, soprattutto, nel 2008. Montezemolo è d’accordo sul fatto che la crescita sia il tema centrale, e tuttavia «bisogna essere coerenti, abbassando la fiscalità sulle imprese, oppure rimangono solo degli slogan». Il presidente della Confindustria ricorda inoltre che gli interventi sulla fiscalità centrale non devono essere annullati da quella locale: nel Sud ci sono Regioni che «hanno reso praticamente zero il vantaggio del cuneo fiscale». Dunque, sulla manovra il giudizio di Montezemolo resta sospeso: la Confindustria attende di vedere le carte, e di valutare come finirà la questione del protocollo sul welfare.

Ai segretari di Cgil, Cisl e Uil Prodi riserva un supplemento d’incontro vis-à-vis. Una riunione lunga, alla fine della quale anche la valutazione rimane in sospeso. Non tutti i dubbi del sindacato sono stati fugati né sul taglio dell’Ici, né sulla tassazione delle imprese, né sull’entità delle risorse da destinare ai cittadini più deboli, né infine sui contratti pubblici. Cgil, Cisl e Uil paventano che le risorse siano molto scarse. Padoa-Schioppa promette che rivedrà i conti: a 48 ore dal varo, la Finanziaria resta scritta, in parte, sull’acqua.