La Cgil: liste d’attesa più lunghe

Marzio Fianese

Sono in aumento, nell’arco di un anno, le liste d’attesa negli ospedali del Lazio. È quanto risulta dal monitoraggio di 17 strutture ospedaliere e sette prestazioni diagnostiche nell’intera regione, condotto dalla Cgil Funzione Pubblica.
«Sebbene da quest’ultima indagine - ha detto il segretario regionale Tiziano Battisti - risulti che grazie al ReCup il problema delle prenotazioni delle visite specialistiche sia più agevole e acceleri i tempi di prenotazione evitando lunghe file agli sportelli, emerge anche che rispetto a giugno 2005, mese in cui venne condotta la medesima indagine non vi sono stati miglioramenti in merito al problema delle liste d’attesa, anzi - ha aggiunto Battisti - per quanto riguarda determinate prestazioni diagnostiche la situazione è peggiorata».
Dal monitoraggio emerge, ad esempio, che per un esame di risonanza magnetica alla colonna vertebrale all’azienda ospedaliera del Policlinico Tor Vergata occorre attendere 238 giorni: sessanta in più rispetto a giugno 2005. Analogamente, è aumentata di due mesi l’attesa per una Tac cerebrale all’ospedale San Giacomo, 126 giorni. Nella stessa struttura dopo 196 giorni dalla richiesta ci si può sottoporre a un ecodoppler dei tronchi sovraortici. Un’attesa di 137 giorni è necessaria per una visita cardiologica al Sant’Andrea o una oculistica all’ospedale di Viterbo.
Il sindacato ha ricordato che tali esami rientrano tra quelli che la giunta Storace aveva previsto dovessero essere espletati in un breve arco di tempo. Un tempo, a Viterbo, ha sottolineato Battisti, «si effettuavano visite oculistiche nell’arco di tre giorni. Adesso se ne attendono 76».
Sono invece 190 all’ospedale di Civitavecchia, 60 a quello di Latina e 201 al San Filippo i giorni che bisogna attendere per una ecografia dell’addome. A fronte di questi dati che, ha sottolineato Battisti, «pongono in evidenza quanto in realtà non ci siano stati interventi concreti per ridurre le liste d’attesa», il sindacato ha proposto l’apertura di tavoli di confronto con la Regione Lazio «per - ha aggiunto - aggredire il problema singolarmente, ossia, intervenire in maniera specifica, con precisione chirurgica su ogni caso».
Al tavolo, ha spiegato il sindacalista, in particolare «saranno presi in esame i casi dell’ospedale Sant’Eugenio, dell’ospedale Grassi, dell’ospedale di Tivoli, del San Giacomo e del Sant’Andrea.
Tra le altre proposte fatte dal sindacato alla Regione si segnalano: un piano di rilancio del Policlinico Umberto I, una discussione sulle questioni di gestione dei policlinici; la proposta di attivazione di corsi per operatore socio-sanitario per rispondere alle carenze di infermieri e l’apertura di un tavolo concertativo con Regione e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) sui problemi con le strutture private.