Cgil: "Un milione in sciopero contro la manovra" Sacconi: "E' come protestare contro la pioggia"

Il sindacato ha proclamato uno sciopero generale di
almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati e
dell’intera giornata per quelli pubblici. Le manifestazioni si svolgono a carattere regionale. L'annuncio: "In piazza un milione di persone". Sacconi: "Ormai è un'arma spuntata"

Roma - Contro una manovra economica che la Cgil ha più volte definito "sbagliata e iniqua" e che scarica sulle spalle dei "soliti noti" il peso della correzione del bilancio, il sindacato ha proclamato per oggi uno sciopero generale di almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati (i metalmeccanici della Fiom Cgil sciopereranno per otto ore) e dell’intera giornata per quelli pubblici, con manifestazioni che si svolgeranno nella stessa giornata a carattere regionale o territoriale. Eccezione saranno le regioni Liguria (esclusa la provincia di La Spezia che sciopererà oggi), Toscana e Piemonte, effettueranno lo sciopero il 2 luglio 2010, previste per la giornata manifestazioni e presidi.

Un milione in piazza "Più di un milione di lavoratori sono scesi in piazza in tutta Italia per lo sciopero generale organizzato da corso d’Italia". I dati sono della Cgil nazionale, che parla di 100 mila manifestanti a Bologna, dove si è tenuto l’intervento della numero due della confederazione Susanna Camusso, di 70 mila in corteo a Napoli "con il grande contributo dei lavoratori della Fiom di Pomigliano d’Arco" e dove sono intervenuti il governatore della Puglia Nichi Vendola e il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. A Roma hanno protestato 40mila persone mentre a Milano, dove ha partecipato al corteo anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, sono 70mila ad aver sfilato in corteo. A L’Aquila, alla presenza del numero uno della Fiom Maurizio Landini, si stimano 20mila manifestanti, a Palermo 25mila "ma il dato è in crescita" e a Bari e Cagliari rispettivamente 10mila persone. Infine in tutto il Veneto, dove si sono svolte proteste a carattere più territoriale, la Cgil parla complessivamente di 80mila lavoratori in protesta.

Lo sciopero contro la manovra La Cgil, ricorda una nota "punta il dito contro un provvedimento definito sì necessario ma che non contempla strumenti di sostegno all'occupazione, alla crescita e allo sviluppo. Una manovra iniqua perché divide il paese scaricando i costi sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti locali e sui cittadini più esposti. Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell'Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del paese e gravando soprattutto sui lavoratori". La Cgil "attacca dunque la manovra del governo e ribadisce la necessità di una vera politica industriale, ponendo come priorità la difesa dell'occupazione, la crescita e lo sviluppo, proponendo un ’Piano straordinario del Lavorò fondato su una politica industriale, su investimenti pubblici e sull`ingresso delle nuove generazioni nei settori strategici dell'economia pubblica, dell'istruzione e della ricerca. Esattamente il contrario di ciò che sta facendo il Governo".

Le accuse di Sacconi "Lo sciopero dalla Cgil contro la manovra è un’arma spuntata, è come scioperare contro la pioggia", ha replicato il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi. "Onestamente che c’è questo sciopero me lo ricorda lei", ha esordito il ministro scherzando. Poi, però, ha aggiunto: "Credo che valga per questo sciopero quello che , in generale, si può dire di questi tempi di un’arma come lo sciopero. Questo è il tempio della cooperazione tra le parti sociali e tra queste e il governo. Interrompere la produzione dei servizi - ha, quindi, concluso - non aiuta nessuno".

Manifestazione in tutta Italia Numerose le manifestazioni che si sono svolte su tutto il territorio nazionale in occasione dello sciopero. Il programma, per quanto riguarda le presenze di segretari confederali nazionali, ha previsto: a Bologna la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso; a Napoli il segretario confederale, Fulvio Fammoni; a Palermo la segretaria confederale, Vera Lamonica; a Reggio Calabria il segretario confederale, Nicola Nicolosi; a Milano il segretario confederale, Enrico Panini; a Cagliari il segretario confederale, Vincenzo Scudiere; a Terni il segretario confederale, Fabrizio Solari.

Bloccato il settore dei trasporti Nel settore dei trasporti, piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti hanno scioperato per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, lo stop nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si sono fermate quattro ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia. A Roma dalle 8,30 alle 12.30, a Milano dalle 18 alle 22, a Napoli dalle 9 alle 13, a Torino dalle 17.45 alle 21.45, a Firenze dalle 16.30 alle 20.30, a Venezia dalle 10 alle 13, a Genova dalle 11.30 alle 15.30, a Bologna dalle 19.30 alle 23.30, a Bari dalle 20 alle 24, a Cagliari 9 alle 13 ed a Palermo dalle 9 alle 13. Interessati allo sciopero anche navi e traghetti che hanno ritardato di 4 ore le partenze, i camion per tutto l'arco della giornata, i lavoratori portuali per 4 ore per ciascun turno di lavoro, gli addetti alle autostrade per 4 ore al termine di ciascun turno ed il personale dell'Anas per l'intera giornata. Lo sciopero infine per quattro ore ha interessato anche l'autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i trasporti funebri e gli impianti a fune. Lo sciopero per tutti gli addetti alla circolazione dei vari settori dei trasporti si è tenuto in tutte le regioni, comprese Piemonte, Liguria e Toscana, nella giornata di oggi.