CGIL: PIU' TASSE PER TUTTI

Mentre il governo cerca soluzioni per uscire dalla crisi, il leader
della Cgil spara a zero e lancia la sua ricetta: patrimoniale e tasse
sulle rendite finanziarie. Sono queste, secondo la Camusso, le basi da cui partire per ridare fiato all'economia e ai lavoratori

Torino - Tassare le rendite. Dovrebbe essere questo il leitmotiv delle proteste contro il governo. E' questa l'opinione del segretario generale della Cgil che, da Torino, lancia la sua ricetta per rilanciare l'economia. Una ricetta fatta di tasse e balzelli. Perché oltre alla tassazione delle rendite finanziarie, la Camusso aggiunge la famigerata patrimoniale, da fare subito. "Avrei voluto che chi annuncia manifestazioni per i prossimi giorni sui temi del fisco e della crescita avesse come premessa quella di volere subito la patrimoniale e la tassazione delle rendite finanziarie".

Queste le parole di Susanna Camusso, pronunciate all’assemblea dei delegati a Torino. "Forse così - ha aggiunto - si sarebbe dato un segnale che quell’iniziativa sta dentro un lungo percorso che, anche unitariamente, avevamo iniziato tempo fa per individuare nel fisco una delle ragioni per ridare fiato all’economia e soprattutto ai lavoratori dipendenti e pensionati che sono quelli che pagano le tasse".

Sulla patrimoniale discussione assurda "Quella sulla patrimoniale - ha osservato Camusso - è una discussione assurda in cui c’è chi è passato dal nulla all’idea che debba riguardare anche il piccolo risparmiatore o pensionato o colui che è riuscito ad avere con fatica la casa dove risiede. Quella proposta non va bene e non è mai stata la nostra. La ragione per cui è stata respinta è la difesa dei ricchi contro tutti gli altri. Io non ho sentito, a parte la Cgil, levarsi altre voci a dire che se non c’è una prima operazione di redistribuzione sul piano fiscale come si può immaginare di intervenire sul terreno della ripresa dei consumi, delle famiglie e dell’occupazione".

 

Discussione sulla Fiat Intanto continuano le polemiche dopo l’allarme suscitato dall’ipotesi di una fusione tra Fiat e Chrysler e di uno spostamento del Lingotto verso gli Usa: il governo tramite il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, conferma che in settimana ci sarà un incontro tra il premier Silvio Berlusconi e l’ad del Lingotto Sergio Marchionne, ma la leader della Cgil Camusso attacca: "Mi pare sia un incontro che avviene molto in ritardo rispetto alle nostre richieste". "Mi aspetterei - aggiunge - che se c’è un incontro sul piano Fabbrica Italia della Fiat fossero convocate anche le organizzazioni sindacali. Inoltre non mi sembra che ci siano state sinora buone prove dell’efficacia del governo nei confronti di questa azienda nell’ottenere conoscenza degli impegni e di quali sono le prospettive. È da tempo che diciamo che bisogna conoscere il Piano industriale, non solo nelle ricadute nei singoli stabilimenti, ma in termini generali. Comunque c’è un vecchio proverbio che dice meglio tardi che mai".