CHAMPAGNE PER I SOCI

Carne lessa. Proprio così: la signora Flavia Prodi ha detto che, per festeggiare il marito Romano nel giorno del sessantasettesimo compleanno, gli ha cucinato il suo piatto preferito: la carne lessa. Poi c'era anche la torta di cioccolato con Palazzo Chigi (è noto: Palazzo Chigi si mangia tutto), i cappelletti reggiani, l'immancabile erbazzone e una magnum di champagne francese (alla faccia dello spumante e dell'italianità). Ma il piatto forte era la carne lessa. Pare che Prodi non ne possa fare a meno. E questo spiega tante cose.
In effetti, nei primi mesi di governo, Prodi ci ha lessati un po' tutti. Medici, farmacisti, tassisti, professionisti, notai, commercialisti. Ci avete fatto caso? L'Unione appena ha potuto bastonare qualcuno l'ha fatto senza pietà: il premier brinda a champagne, gli altri tutti a pane e acqua. C'è solo una categoria che può permettersi il lusso di stappare il magnum col premier: le cooperative. Del resto, si sa: la coop sei tu, ma Prodi può darti di più.
Il taglio del costo del lavoro? Può aspettare. Le grandi opere? Si fermano. I manager? Vanno puniti. In compenso non c'è mossa del governo che non porti un sorriso e magari qualche soldino nelle casse del gigante economico rosso: la liberalizzazione dei farmaci? Le cooperative di consumo incassano e ringraziano. La riforma dei consorzi agrari? Le cooperative agricole incassano e ringraziano. Gli interventi fiscali sugli immobili? Le cooperative edilizie incassano e ringraziano. Tra un po', se va avanti così, non faranno più nemmeno le riunioni di governo. Faranno, direttamente, l'assemblea dei soci.
Ma, scusate, non erano proprio loro quelli che accusavano Tremonti di «finanza creativa»? E se quella di Tremonti era creativa, questa cos'è? Roba da Pico della Mirandola. Anzi: Picoop della Mirandola. Archimede Pitagorico sarà già schiattato d'invidia. Fra l'altro, altro che finanza creativa: i dati continuano a confermare che la strada intrapresa dava buoni risultati. Non solo le entrate sono cresciute e l'industria si è ripresa, ma pure le spese dello Stato (ultima notizia) nel periodo gennaio-maggio 2006 sono calate di 6,4 miliardi di euro. Che ne dice, il viceministro Visco? Anche questo è merito suo? Ma sicuro: primo caso planetario di politica economica con efficacia paragnostica. Agisce con la forza del pensiero. L'Unione pensava di andare al governo e la finanza pubblica magicamente migliorava: Giucas Casella non potrebbe fare di meglio.
Suvvia, siamo seri. La verità è che la politica economica di Tremonti funzionava: si abbassavano le tasse e le entrate aumentavano, si abbassavano le spese e l'industria poteva ripartire. Quella politica l'abbiamo interrotta, e ben ci sta: ora ci tocca finanziare le cooperative rosse. E sopportare a capo delle Finanze il già citato Visco, uno che riuscirebbe ad accusare di evasione fiscale persino un paracarro di montagna. La sapete l'ultima? Con un codicillo del suo decreto sta cercando di far pagare regolare imposta persino sulla refurtiva delle rapine. Come no? I ladri tutti liberi, ma che il bottino non sfugga all'Iva.
Raccontano le cronache che fra i doni portati ieri a Prodi per festeggiare i suoi 67 anni ci fosse anche una frusta. Regalo pericoloso, si sa: il premier, non ha bisogno di incoraggiamenti. Sa frustare tutti come si deve, a parte gli amichetti, naturalmente, cui distribuisce con cooperativa generosità torta al cioccolato, panna, Palazzo Chigi e champagne a volontà. Menu piuttosto indigesto, ma pazienza. Un'unica preghiera: se fosse possibile, signora Flavia, la prossima volta aumenti le porzioni di carne lessa. Così lui si sente soddisfatto. Ed almeno evita di ridurre a carne lessa pure noi.