La Champions cambierà pelle: finali al sabato

Finale spostata al sabato pomeriggio, le prime tre classificate dei campionati maggiori direttamente qualificate alla fase a gironi, cinque posti (su 32) garantiti alle nazioni «minori». Queste le principali novità della Champions League, che dal 2010 - in occasione del rinnovo dei diritti tv - cambia formato. Preannunciata da Michel Platini, presidente Uefa, la riforma del più ricco torneo per club (fatturato di oltre 300 milioni di euro annuo) è stata ratificata ieri a Lucerna dal consiglio direttivo. Sarà dunque l'Olimpico di Roma (2009), dopo lo stadio Luzhniki di Mosca il prossimo 21 maggio, ad ospitare l'ultima finale di mercoledì. In futuro la coppa si deciderà di sabato pomeriggio per favorire la partecipazione - come espressamente voluto da Platini - anche dei più giovani. Delle 32 squadre che parteciperanno alla fase a gironi, confermata nella sua formula attuale (otto gruppi di quattro squadre), 22 accederanno direttamente sulla base del piazzamento in campionato (Italia, Inghilterra e Spagna le uniche nazioni con tre squadre), le altre 10 attraverso un doppio torneo di qualificazione, ciascuno dei quali assicurerà cinque posti: il primo tra 15 squadre dei principali campionati (confermata la presenza della quarta classificata in Serie A), l'altro tra i vincitori dei campionati degli altri 40 stati membri Uefa.