Champions: fuori tutti, anche la Roma

All'Old Trafford Ferguson lascia fuori Scholes, Rooney e Cristiano Ronaldo. De Rossi nel primo tempo spara alto il rigore che poteva riaprire le speranze romaniste. Poi Tevez regala un finale tranquillo al Manchester United

Manchester - La missione della Roma era impossibile. Probabilmente già da quel dannato sorteggio che aveva regalato in sorte ai giallorossi ancora il Manchester. Violare con due gol il Teatro dei Sogni, dopo la sconfitta dell’andata, era un’impresa che sarebbe stata storica almeno quanto la grandinata di gol subita un anno prima. Lo sapeva benissimo sir Alex Ferguson, che aveva scelto un atteggiamento snob lasciando in panchina tre grossi calibri. E forse lo sapeva benissimo anche Spalletti che aveva comunque chiesto una prova d’orgoglio. La maledizione dell’Old Trafford (tre sconfitte in tre apparizioni) si abbatte pure sul piede di De Rossi, che spara alle stelle un calcio di rigore che avrebbe quanto meno creato grattacapi al Manchester. Insomma, non era proprio serata e forse non poteva esserlo, visto che le seconde linee inglesi si sono dimostrate più mature della Roma per un palcoscenico. Troppa la soggezione mostrata dalla squadra di Spalletti nell’approccio alla partita e almeno per la prima mezz’ora. E troppo poco convincente anche la minima reazione mostrata nel secondo tempo, quando arriva anche il gol (meritato) di Tevez che spegne anche le scarse velleità giallorosse. È ormai evidente che quando in campo non c’è Francesco Totti, la Roma perde almeno il cinquanta per cento della sua personalità. Morale della favola: Inghilterra a ranghi massicci in semifinale (tre squadre), Italia fuori dalla prime quattro di Champions. Ma la Roma non può rammaricarsi: il suo cammino europeo è stato esaltante come dimostra l’impresa di eliminare il Real Madrid.
I ct Domenech e Donadoni sono in tribuna come all’Olimpico, ma tra gli spettatori c’è anche l’ex Red Devil (dal ’92 al ’97) Eric Cantona, applaudito a lungo dal pubblico dell’Old Trafford. Di Fabio Capello, invece, nemmeno l’ombra. Ferguson pensa già alla sfida fondamentale di domenica con l’Arsenal e decide di togliere dalla formazione titolare addirittura Scholes, Cristiano Ronaldo (che il quotidiano spagnolo Marca segnala corteggiatissimo dal Real, con tanto di offerta già pronta), Evra (addirittura in tribuna) e Rooney, l’unico che poi scenderà in campo seppure per un quarto d’ora. Sorpresa tra i cronisti italiani, non certo fra quelli inglesi che già si documentano sul Barcellona, prossimo ostacolo verso Mosca. Il Manchester parte a spron battuto e la Roma sembra impaurita da tanta veemenza. Dovrebbe fare la partita e invece rischia di capitolare più di una volta. Per fortuna Doni alza la saracinesca e sventa almeno tre conclusioni (due delle quali dell’attivissimo Hargreaves, che annulla Pizarro a centrocampo). Cassetti è addirittura bloccato dalla paura contro il non certo irresistibile Park. Nonostante questo dominio incontrastato, la Roma avrebbe addirittura la possibilità di andare in vantaggio: netto fallo da rigore di Brown su Mancini, ma De Rossi stavolta (come successo sabato nella sfida di campionato con il Genoa) non ripete il rigore mondiale di Berlino, anzi non inquadra nemmeno la porta. L’errore macchia inevitabilmente la sua partita, anche se paradossalmente rimane l’unica vera occasione giallorossa. E non serve nemmeno tentare qualche mossa nella ripresa (Tonetto per Cassetti, che si infortuna di nuovo alla spalla sinistra, Giuly per lo spento Pizarro, Esposito per Taddei). L’azione del gol di Tevez, che si avvita e supera di testa Doni precedendo Mexes, è il giusto premio per il Manchester-bis. E alla fine c’è anche l’applauso scrosciante per il ritorno in campo di Gary Neville, assente da 13 mesi. Un’arma in più per Ferguson, a caccia del double Champions-Premier League.