Champions, è la grande notte dell’0limpico

SPALLETTI «In 4 anni di sfide decisive ne abbiamo giocate molte E questa è tra quelle»

I dubbi e le ansie di Spalletti, costretto a giocarsi la partita dell’anno in Europa con la squadra «incerottata», a cominciare da capitan Totti; l’incubo inglese che torna dopo le sfortunate campagne nella perfida Albione con il Manchester United; almeno due gol da segnare - senza incassarne alcuno - a una delle difese più ermetiche dell’ultima fase di Premier League. Ma c’è da onorare un Olimpico che sarà stracolmo in ogni ordine di posti (attesi in 66mila che faranno guadagnare circa tre milioni di euro al club giallorosso). Unico punto a favore di una squadra che arriva all’appuntamento del dentro o fuori di Champions non proprio come aveva sperato a dicembre, quando l’urna di Nyon regalò i Gunners.
Trigoria è un lazzaretto degno di un celebre romanzo manzoniano, Mirko Vucinic - il cannoniere di Coppa giallorosso che ha fatto i conti con la lombalgia - cerca di scacciare la tensione dell’attesa con l’ironia: «È una partita molto importante, ma cerco di non pensarci troppo altrimenti mi viene il mal di testa...». E a chi gli chiede se si senta il trascinatore della Roma, visti i problemi fisici degli altri attaccanti (dal ginocchio disastrato di Totti agli acciacchi di Menez passando per la condizione atletica in calo di Julio Baptista, ex della sfida) l’attaccante montenegrino spiega: «Quando sabato scorso sono entrato in campo contro l’Udinese, ho fatto gol perché tutta la squadra ha fatto bene. Non mi sento di promettere nulla, anche se sarebbe bello segnare contro l’Arsenal. Spero che, per la Roma, tutto vada per il verso giusto». In molti hanno in testa il ricordo del suo gol segnato l’anno scorso al Bernabeu contro il Real, che suggellò il passaggio ai quarti di finale. «Tutte le partite di Champions sono affascinanti, come si legge dal nome della competizione, sono partite da campioni - sottolinea Vucinic -. Ma la cosa importante è superare il turno, a prescindere se segni nei primi dieci minuti o negli ultimi dieci. Dipende da come andrà la partita. A volte riesci a fare tre gol in dieci minuti, a volte fatichi».
La notizia della squalifica - attesa - di De Rossi per due giornate (salterà Sampdoria e Juventus) dopo il rosso di sabato scorso passa quasi inosservata. Spalletti sorride, ma avverte la tensione dei giorni importanti. La situazione medica è pessima, ma lui confida nella prova generosa dei suoi calciatori. «È un passaggio fondamentale della stagione - dice il tecnico toscano - dal mio punto di vista ci arrivo carico al punto giusto perché ho fiducia nei ragazzi, che hanno sempre risposto alla grande in partite del genere e ciò mi dà serenità. Poi in questi quattro anni di sfide importantissime ne abbiamo giocate molte. E questa è una di quelle».
Oggi farà la conta degli abili a scendere in campo dall’inizio, usando il bilancino del farmacista. Fra i 21 convocati, ci sono almeno sette acciaccati, il giovane Filipe tenuto nella «bambagia» davanti alla morìa di centrocampisti, il Primavera Bertolacci e il terzo portiere Julio Sergio. Una situazione difficile, che rischia di essere una costante del finale di stagione. Inevitabile che la società correrà ai ripari, riorganizzando il settore medico e sanitario.