Champions, per i viola l’Europa è troppo grande

Lione troppo forte: con due gol stronca subito le speranze della Fiorentina. Per i francesi anche tre traverse (contro 2 pali). A Bucarest ora
in palio l’Uefa. <strong><a href="/a.pic1?ID=309223">La Juve pareggia 0-0 con lo Zenit</a></strong>

Firenze - Giustiziata dal Lione e dalle proprie debolezze, talvolta al limite della dabbenaggine. La Fiorentina chiude i conti con la Champions scoprendo di non essere ancora una squadra di livello internazionale. Il Lione ha vinto su tutto il fronte: 2 gol a uno, tre a due i pali. Da una parte due giocatori devastanti come Benzema e Juninho, dall’altra una compagnia di anime pallide, sostenute da Gilardino e Mutu. I francesi si sono mangiati un paio di gol, la Fiorentina uno di più (e allo scadere un fallo di mano di Cris ignorato dall’arbitro). La squadra di Prandelli ha giocato calcio volonteroso, ma un po’ troppo cinguettato. Strano, stavolta sono stati i francesi ad essere più consistenti: poco champagne e buon vino di botte. Ora alla Fiorentina servirà un pari per restare in coppa Uefa.
Al di là di pali e occasioni, dopo mezz’ora anche i più ostinati si sono messi il cuore in pace: Fiorentina troppo tenera, inaffidabile a livello internazionale. Lione sul limite del maramaldesco: un tiro un gol, il quarto pure. Il secondo appena fuori, il terzo sul palo. Tipico gattone col topino. Ogni zampata un graffio e una ferita. Non c’era molto da sperare. Ma è pur vero che il Lione è squadra rodata e da corsa. La Fiorentina finora è stata signorella che si lascia ammirare, salvo svagarsi un po’ troppo. Ieri pareva una di quelle giornate. L’assetto difensivo un colabrodo: Makoun e Benzema hanno sfruttato quasi tutto. Vargas lasciava passare anche le formiche. E i francesi giù, sulla destra, per infliggere la punizione. Makoun ha sfruttato il tiro dell’1-0 arrivando da dietro. Benzema, servito da Keita, ha mandato fuori. Juninho ha colpito il palo presentando la specialità della casa (40 gol in carriera): punizione da trenta metri. Replicando ad inizio ripresa: traversa. Benzema ha ringraziato la dabbenaggine di Montolivo che ha cercato di fare il fenomeno davanti a Juninho perdendo palla, poi finita sul piede da killer del centravanti francese.
Frey dev’essersi sentito annichilito da simile compagnia. Ma pure Mutu e Gilardino, che avranno sofferto di nevrosi e desolazione. E Kuzmanovic ha fatto ridere tutti con la conclusione più sbilenca della storia. Loro due, quasi mai assistiti da un centrocampo dignitoso, hanno combattuto partita personale che alla fine del primo tempo è approdata ad una palla sulla traversa (Mutu) poi salvata da Cris, ad una girata di Gilardino, fortunosamente deviata dai francesi, ed infine al gol di testa del centravanti che ha colpito in solitudine. Sì, insomma, anche la difesa francese era da mal di stomaco. Ma quella viola peggio, come Benzema ha dimostrato anche nella ripresa. Però quel gol di Gilardino ha restituito alla Fiorentina la faccia della speranza e così pure al suo pubblico. Buon per la ripresa, combattuta, sempre al limite del colpo di scena: Mutu che si mangia un gol, Benzema che fa diventar matti tre difensori in un colpo solo.
Dimostrazione di due squadre imperfette, benchè i francesi abbiano tutt’altra dimensione, sostenuti dalla vena di Juninho e Benzema. Partita comunque divertente, piena di sorprese ed errori. Gilardino si è mangiato il 2-2, Frey ha sventato il 3-1 di Keita, ed anche il conto dei pali è finito con un successo francese: 3-2. Al palo di Kuzmanovic, ha replicato una traversa colta dal ciclonico tiro di Ederson. Il pallone non ha bluffato: i francesi sono stati più forti in tutto.