Champions Gli inglesi contro Roma

Albione sempre più perfida. Anzi, provocatoria. Non le basta più dominare da anni la competizione calcistica europea più prestigiosa, ora vuole addirittura togliere a Roma - nell’anno in cui la Capitale sarà al centro del mondo in più discipline - la finale della Champions League. Il problema delle «puncicate» nelle zone limitrofe dello stadio è ancora tale? Due settimane fa l’ultimo episodio di un tifoso dell’Arsenal ferito (in circostanze per altro molto diverse dal passato, ndr)? Ecco che il Times lancia una sottoscrizione tra i suoi lettori. Eloquente il quesito posto dall’autorevole quotidiano britannico: «Quante persone devono essere accoltellate prima che l’Uefa accetti di spostare la finale di Champions?». E un’altra provocazione: «I tifosi della Capitale sono fermi agli anni ’70 e ’80», un chiaro e polemico riferimento all’emergenza hooligans e agli scontri tra opposte fazioni o tra supporter e forze dell’ordine.
Si arriva - segno dei tempi - a citare Internet: sul motore di ricerca google, scrive ancora il Times, l’inserimento delle parole «Roma» e «accoltellamenti» dà 280mila risultati. «Se digitiamo invece Londra e accoltellato, di pagine ne risultano ben 2.850.000, dieci volte quelle che appaiono sulla Capitale, ciò dimostra la pretestuosità delle affermazioni contenute nell’articolo», la risposta del sindaco Alemanno. Il sindaco di Roma ha scritto al direttore del Times definendo la sua campagna «denigratoria e semplicemente ingenerosa». «La scelta della nostra città quale sede per la finale di maggio è stata presa dall’Uefa dopo lunga e attenta riflessione ed è stata ribadita anche oggi (ieri, ndr) dal segretario generale David Taylor. Roma si é distinta per correttezza e regolarità nello svolgimento degli eventi sportivi, del resto in occasione del Sei Nazioni di rugby la città ha già dato prova, ieri e non anni fa, di essere accogliente e ospitale. Il mio auspicio, quale primo cittadino di Roma - ha concluso Alemanno - è che una delle squadre inglesi ancora in corsa per il trofeo possa giungere alla finale e possa testimoniare quanto infondate siano le preoccupazioni».
Da Nyon, sede del sorteggio dei quarti, la nutrita pattuglia di club inglesi non ha espresso riserve sulla scelta di Roma. Anzi, solo attestati di stima. «È una città bellissima, non ci saranno problemi», il coro unanime dei dirigenti british. «Si rimangeranno tutto quanto hanno scritto», il messaggio di Bruno Conti, ambasciatore dell’Uefa per la finale dell’Olimpico.