Champions, ora la Roma ci crede

Totti: "Se giocheremo come a Lione l'impresa è possibile". Taddei: "Dovevamo vincere e l'abbiamo fatto, toccherà al Manchester fare la partita". Anche Lippi applaude i giallorossi: "Hanno giocato con autorità contro i più forti d'Europa"

Roma - I complimenti migliori, il giorno dopo la vittoria sul Manchester, arrivano dal ct campione del Mondo Marcello Lippi. «La Roma, anche se con un uomo in più, ha dominato per oltre un’ora, giocando con autorità contro i più forti d’Europa. Non c’è motivo per non essere ottimisti». La serata europea di gala dei giallorossi, con una cornice di pubblico fantastica (elogiata anche da Sir Ferguson) è tutta nel sorriso a metà di Francesco Totti; nei gol inattesi, ma pesanti, di Rodrigo Taddei e Mirko Vucinic; nel rammarico di Perrotta e per quel gol di Rooney dal sapore amaro, concesso nell’unico vero svarione difensivo. Per il capitano della Roma - che alla fine della partita ha scambiato la maglia con il difensore inglese Rio Ferdinand - la soddisfazione del risultato e la preoccupazione per un piccolo dolore all’altezza del gluteo. Che nel secondo tempo della partita con il Manchester gli ha impedito di fare scatti per non rischiare uno stiramento. «Peccato per quel gol subìto, ma se la Roma giocherà come a Lione, l’impresa è possibile», l’incitamento di Totti all’uscita dallo stadio mercoledì sera. E tra i dribbling di Cristiano Ronaldo, che resta il principale pericolo per la partita di ritorno, sono spuntate le prodezze di due romanisti che non sono certo sotto i riflettori.

Per i bookmakers d’oltremanica (come riferisce Agipronews) Taddei primo marcatore era quotato a 14, mentre a 11 veniva pagato il gol conclusivo di Vucinic. «Era importante vincere e l’abbiamo fatto, ora il Manchester nel suo stadio dovrà fare la partita, questo per noi potrebbe essere un vantaggio in più», dice il brasiliano che nella Champions stagionale aveva segnato già all’esordio con lo Shakhtar Donetsk. Mentre il montenegrino, candidato a una maglia da titolare nel match con il Catania in cui scatterà il turn over, ha sfruttato al meglio l’occasione offertagli da Spalletti, che pure quest’estate aveva storto il naso di fronte al suo acquisto. «Ringrazio il mister - le parole dell’attaccante - perché mi sta facendo crescere sotto vari aspetti, anche in quello di non giocare e allenarmi sempre al massimo. Sono contento di aver segnato e del fatto che il mio gol tenga la Roma in corsa per la qualificazione, a Manchester non sarà una partita facile ma noi siamo consapevoli della nostra forza. Anche a Lione ci davano per spacciati, sapete tutti com’è andata...». Simone Perrotta può gioire solo in parte dell’impresa compiuta dalla Roma. All’Old Trafford sarà costretto a stare in tribuna, dopo aver comprato un gran numero di biglietti per amici e parenti e aver organizzato la gita a Manchester ai suoi genitori.

Quel cartellino per simulazione non gli è andato giù: era convinto di aver subìto fallo e mentre si allontanava dall’arbitro, che stava per estrarre il «giallo», sentiva allontanarsi la partita che aspettava da tanto tempo. Da quando almeno giocò nello stadio inglese con la Juventus. Ieri a Trigoria l’atmosfera era tranquilla. Lavoro sul campo per chi non ha giocato mercoledì sera, mentre nell’etere romano si sperticavano elogi (meritati) per la vittoria sul Manchester, pur ripensando al quel gol di Rooney che ha rovinato in parte la festa giallorossa. Il match di campionato a Lecce con il Catania sembra quasi un fastidio sulla strada verso l’Old Trafford, anche se il buon momento della Lazio sta mettendo a rischio un secondo posto che pareva in cassaforte. E Spalletti, come dicevamo prima, pensa a un turn over pesante: potrebbero riposare almeno sette titolari (il portiere Doni, Chivu, Panucci, De Rossi, Taddei, Mancini e naturalmente Totti), quasi certo l’impiego di Faty, Ferrari e Tavano ma anche quello di Pizarro, che deve riprendere il ritmo partita dopo aver saltato la «prima» con il Manchester per squalifica, e Perrotta, inutilizzabile all’Old Trafford.