«Champions? Alla Roma servono 5 vittorie»

Fabrizio Aspri

«Bisogna vincerle tutte per andare ai preliminari di Champions League». Spalletti se la ride e la butta sul banale per mettere in vetrina una grande verità. Servono cinque vittorie: questa la ricetta. La corsa a ostacoli porta a Palermo. La posta in palio è elevata. Tra le mura del «Renzo Barbera», il duello a distanza Roma-Fiorentina, vivrà un’altra puntata. Il tutto, nella tana di una combriccola rosanero che scenderà in campo col coltello tra i denti. L’imperativo isolano: vendicare l’eliminazione in Coppa Italia e dimenticare alcuni episodi che, tra le pieghe della stessa gara, non hanno per nulla convinto Papadopulo e truppa. «Visto che si discute tanto – esordisce Spalletti - diciamo pure che all’andata il Palermo ci ha battuto con un gol in fuorigioco. La rete di Caracciolo era da annullare e abbiamo perso la partita per un’irregolarità. Eppure, in sala stampa, non abbiamo detto nulla di quell’episodio. Anzi, dopo quella partita abbiamo cominciato a pedalare ancor più forte. È inutile lamentarsi dell’operato del giudice di linea. Questo è il nostro modo di pensare».
Toni accesi? Neanche a pensarci. Solo una sana e giustificata voglia di difendersi. Nessuna polemica, ci mancherebbe. Il leit-motiv “Inferno-Purgatorio”, il tecnico toscano, lo lascia scandire al solo Zamparini. Protagonista di una vigilia incendiata da riferimenti, frasi al veleno e tanta amarezza per una debacle in riva al Tevere difficile da mandar giù. Il patron del Palermo, saltando da una frequenza all’altra dell’etere capitolino, è stato chiaro: «La Roma, in terra siciliana, troverà l’Inferno... pardon il Purgatorio». Dichiarazioni che hanno spinto Rosella Sensi a scendere in pista per spruzzare un po’ d’armonia ed esigere rispetto. «Ognuno può esprimersi come sa e come vuole – replica il mister - ma per quanto mi riguarda, mercoledì ho visto una bella gara. Loro recriminano su un episodio che riguarda Tommasi. A me, invece, non sembra così scandaloso. Damiano alza le braccia per non cadere e quando la palla gli sbatte addosso, le ha già elevate. Va bene la rabbia, ma certe parole proprio non le capisco. Se stringerò la mano a Zamparini? Se vorrà, non avrò alcun problema... Gli devo pur sempre qualcosa. Anche se mi ha esonerato due volte e ha detto cose non bellissime sul mio conto, non posso dimenticare che mi ha messo a disposizione una squadra da allenare. Comunque spetterà a Rosetti non far incattivire il duello».
Nessun volo pindarico, molto lavoro. E un pizzico di riconoscenza. Questo il credo di Spalletti. «Il mio scopo è noto: preparare al meglio la squadra per raggiungere risultati positivi. Tutto il resto è relativo. A me piace parlare di calcio e, in classifica, stare avanti... Dunque, se permettere, non ho voglia di commentare altro». Detto, fatto. Fari accesi sulla sfida con Brienza e i suoi compagni di avventura. All’appello, oltre a Totti e Montella, mancherà ancora Nonda, alle prese coi problemi al ginocchio. Preziosi i recuperi di Aquilani, Perrotta e Mexes. Nella lista c’è anche Chivu, dolorante per un risentimento all’adduttore. Ballottaggio a metà campo tra Dacourt e Aquilani. Tommasi in vantaggio su Rosi per il ruolo di esterno destro. In porta Curci sostituirà lo squalificato Doni. «Mi aspetto un avversario voglioso – spiega il tecnico- perché ha perso la possibilità di accedere alla Coppa Uefa attraverso la Coppa Italia. Ora vorrà conquistarla in campionato. Dovremo dare il massimo».
Note di mercato. Cassetti, laterale del Lecce, sogna l’approdo in un grande club. «Verrei di corsa a Roma» spiega euforico. Se il sogno si realizzerà? «Al 51% penso di sì...». Lapidario Spalletti. «Mi risulta che sia molto bravo nella corsa. Beh, deve solo continuare a farlo...». Della serie: sudore, normalità e poche chiacchiere.