Champions: la Roma vince, ma non mette ko il Manchester

Tre gol bellissimi di Taddei, Rooney e Vucinic. Lavorano tanto ma non brillano Totti e Ronaldo. Il ritorno è aperto, ma ai giallorossi può bastare anche un pareggio

Roma - Ti aspetti Totti o Cristiano Ronaldo, ma dal cilindro di Roma-Manchester spuntano nomi a sorpresa. Come quello di Mirko Vucinic, che un anno fa vestiva ancora il giallorosso del Lecce e che è stato il primo rinforzo estivo della Roma (per altro maldigerito da Spalletti). Vari spezzoni in campionato e un gol (decisivo) al Siena. Se la Roma andrà a Manchester a giocarsi la qualificazione, è merito dell’attaccante montenegrino. Già nella storia per aver segnato il primo gol con la neonata nazionale e ieri capace di andare in rete quattro minuti dopo essere entrato in campo al posto di Wilhelmsson. Un gol che sigla il successo storico dei giallorossi, anche se il 2-1 regala poche certezze per la sfida dell’Old Trafford.
È una Roma matura e molto determinata, non certo timorosa come contro il Lione all’andata, quella che affronta un Manchester compassato, che dimostra le difficoltà evidenziate in trasferta nella stagione ma che paga anche l’inferiorità numerica di oltre un’ora. Eppure con un’azione in velocità che manda in gol Rooney (quarto sigillo europeo) stava per rovinare la festa della squadra di Spalletti. Che trova nei gregari i gol che renderanno quanto meno aperta la partita di ritorno. Nella quale mancherà Scholes, «cagnaccio» del centrocampo espulso ieri sera, ma anche – e questa forse è un’assenza ancora più grave – Perrotta, elemento tatticamente insostituibile nello scacchiere spallettiano.

È proprio Perrotta a sostituire lo squalificato Pizarro, mentre Wilhelmsson agisce sulla fascia sinistra nel tridente alle spalle di Totti. Atteggiamento spregiudicato per il Manchester, che schiera Solskjaer al fianco di Rooney, con il supporto a destra di Cristiano Ronaldo. La partenza della Roma è brillante: nei primi 5 minuti il pallone è sempre nei piedi giallorossi e una punizione di Chivu lascia di stucco Van der Sar, ma sfiora soltanto l’incrocio. La squadra di Ferguson prova a uscire dal guscio, gli unici guizzi li regala però Rooney, per altro aiutato da uno svarione di Mexes e da un’uscita di Doni.

È una partita tattica, con un ritmo non elevato, ma la formazione giallorossa sembra più convincente. Ci prova Totti due volte dalla distanza, poi la prima svolta del match: Scholes rimedia due gialli ineccepibili in 16 minuti e lascia il campo in anticipo. Salta l’equilibrio tattico, anche se Ferguson non muta l’assetto della squadra. La Roma si esalta con i suoi solisti e Perrotta è pronto a offrire i suoi pericolosi inserimenti. Peccato che al primo affondo si becchi un giallo per simulazione e dovrà rinunciare alla trasferta vicino a casa che attendeva da una vita. Mancini, Totti e Taddei dialogano che è un piacere e quest’ultimo (fra i migliori) prima costringe Van der Sar alla deviazione in angolo, poi lo fredda con l’aiuto di un tocco di Brown. Entusiasmo alle stelle in un Olimpico zeppo come un uovo, mentre nel settore dei supporter inglesi si assiste a qualche scaramuccia con la polizia.

Nella ripresa Roma a tamburo battente in avanti, ma al quarto d’ora arriva la mazzata: azione veloce e spettacolare Ronaldo-Solskjaer-Rooney e la punta non lascia scampo a Doni, segnando un gol che renderà più complicato il ritorno dei giallorossi. Ma la Roma dimostra la giusta maturità e si rialza. La mossa di Spalletti (ingresso di Vucinic) si rivela azzeccata: sul tiro di Mancini deviato corto da Van der Sar, il montenegrino conclude in mezza rovesciata e segna. La Roma regge, anzi prova a incrementare il bottino, ma la conclusione più pericolosa di Totti finisce di poco a lato. È l’ultimo acuto giallorosso. All’Old Trafford sarà dura, ma la Roma ci arriva a testa alta e con una vittoria alle spalle. Sarà dura anche per il Manchester.