CHANEL N° 5

da Londra

Con la sua essenza di fiori preziosi e singolarmente indistinguibili ha accompagnato generazioni di donne per quasi un lustro. Impossibile non cedere al suo fascino un po’ malandrino, a quella scia inconfondibile che lasciava sempre dietro di sé. L'odore di una femmina, come lo definì una volta la sua stessa creatrice.
Questo è stato, fin da quando è nato, Chanel N°5, il profumo creato nel 1921, da quell’artista che fu la grande Cocò. Di lei porterà il cognome e per definizione basterà un numero, il portafortuna della signora. Non è mai stato solo un profumo, è sempre stato «Il» profumo, il classico oggetto del desiderio, l’incarnazione del lusso in gocce da spruzzare sulla pelle. La perfezione fatta fragranza. Eppure fra poco la sua essenza originale verrà sostituita da una più leggera e adatta ai tempi come spiegano alla Maison francese. Niente più numeri a definirne il nome, il giovane Eau Première, è destinato a diventare il successore dell'originale Chanel N°5, figlio di tempi ormai troppo diversi, dedicato a olfatti più moderni.
«Questo profumo è per tutte quelle donne che del N°5 dicono “fantastico, ma non fa per me” - ha spiegato al quotidiano inglese The Independent, Jacques Polge, maestro profumiere dell'impero Chanel da ormai 30 anni -. Eau Première sarà più leggero, più trasparente, ma sarà comunque ancora Chanel N°5».
Se lo dice lui come non credergli, ma l'idea non va a genio ai cultori del profumo più celebre della storia. Sull’Independent Susannah Frankel si chiede perché qualcuno voglia cambiare l’essenza perfetta. E sui siti internet, sui blog, sui forum, le fan dell’allure sono pronte a scatenare la «rivoluzione» contro l’arrivo del futuro. Parte dai Paesi dove Eau Première è già in vendita. C’è chi si chiede perché chiamare con lo storico nome, un nuovo prodotto, c’è chi si sente offesa nel vedere che qualcos’altro venga accostato al vecchio è storico N°5: «Quello è unico». È la rivolta delle signore affamate di passato e di certezze. Perché la paura è che si chiuda anche un'epoca. Quella delle donne, che andavano a letto vestite soltanto con qualche goccia di profumo come Marilyn. Continua a far sognare proprio come il profumo che usava, marchio di una sensualità generosa e senza riserve, ma anche di una femminilità tutta impeti e passioni come era quella di Cocò.
Fu proprio quando fu informata che le vendite del suo profumo erano in calo che la creatrice di moda, ormai settantenne, decise di ritornare sulla scena, nel 1954, lanciando una collezione ispirata agli anni Venti. L'ultima grande sfida di un carattere indomito forgiato da un'infanzia tragica e da una vita tutta in salita. Il suo primo impiego è quella di commessa, ma l'incontro con l'erede di una dinastia di industrie tessili le cambia la vita catapultandola nel mondo di quelli che contano. Chanel N°5 nasce nel 1921, poi verranno molti altri come Cuir de Russie, Gardenia e il N°22.
Costretta a chiudere il suo atelier con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, la grande Cocò sfida i tempi riaprendo la Maison negli anni Cinquanta con una collezione ispirata agli Anni Venti. I giornalisti di moda la stroncano. Troppo innovativa, troppo irriverente, non la capiranno. La stampa americana però la porta in trionfo e lei risale la china creando nel giro di due stagioni quello che resta il suo simbolo, il tailleur. Anche questo nel corso dei tempi è stato interpretato migliaia di volte, nel tentativo di assecondare il futuro. La nuova fragranza della casa avrà lo stesso compito.