Charlize, Nicole, Salma, George: nella pubblicità vince Hollywood

Abbiamo recensito, come fossero film, le réclame interpretate da grandi attori

Certo, c’è chi la pubblicità non la può soffrire. E appena si materializza l’ombra di un spot s’avventa sul telecomando per cambiare canale. Rischiando di imbattersi in un muro invalicabile di réclame. Ma anche i nemici irriducibili dei consigli per gli acquisti, che, sia detto sottovoce, tutti i torti non hanno, dovranno convenire che ci sono spot, nel loro genere, da Oscar. O, se vi sembra esagerato, da Nastro d’argento. Non per nulla, guarda caso, ci sono fior di divi del cinema che con gli spot arrotondano, eccome, popolarità e conto in banca. Proviamo a dargli i voti, in una pagella che ovviamente si può contestare da cima a fondo.

NICOLE KIDMAN
7 Bionda, biondissima ma molto meno algida di come in genere appaia sullo schermo (quello grande), è la protagonista di uno spot per una celebre marca di profumi, la stessa di cui decenni fa, stando alla leggenda, si ricopriva Marilyn, preferendola alla troppo tradizionale camicia da notte. Dunque Nicole scappa spaventata dalla folla, nel suo abito di piume e si rifugia sulla sommità di un grattacielo, per far comunella con un occhialuto giovanotto, prima intimidito da tanta beltà e poi pronto a stringersi a lei. Che, in una vaga riedizione del film Moulin Rouge, sfodera un sorriso di irresistibile fascino e un tailleur nero con minigonna calzante per le sue magnifiche gambe.

GEORGE CLOONEY
9 I grandi attori si vedono anche nei dettagli. E Clooney nella raffinata imitazione di Clark Gable è magistrale. Dovranno convenirne anche i signori uomini. Nella pubblicità di un aperitivo, durante un festival si rifugia in un grande albergo, ma mentre si prepara da bere s’accorge che il secchiello del ghiaccio è desolatamente vuoto. Prima espressione: corrucciata. Ma ecco una torera armata di spadone che si avventa su un enorme toro di vetro e zac lo colpisce con destrezza proprio lì. Seconda espressione: preoccupata (quasi a dire, meno male che non ero io il bersaglio). Ed ecco che due cubetti di ghiaccio (capìta l’allusione?) finiscono nel bicchiere di Clooney. Terza espressione: soddisfatta. Un gioco di prestigio che sfiora la volgarità senza restarne contagiato.

MONICA BELLUCCI
5/6 Chissà se anche le donne con misure inferiori alla straripante capacità toracica di Monica Bellucci, e a occhio e croce saranno qualche milione, apprezzeranno quel languido tango. Reclutata per lanciare una marca di biancheria intima, Miss Italia-Francia, diretta da Gabriele Muccino, che non sa resistere al vezzo di firmarsi a caratteri cubitali, si muove con languore, mostrando a spizzichi la sua formidabile scollatura. Come sensualità nulla da obiettare, anzi; come espressività meglio lasciar perdere. Il talento non si acquista a quarant’anni. E il resto mancia.

CHRISTIAN DE SICA
8 Tanto di cappello agli autori, che continuano a sfornare nuovi, spassosissimi episodi alla storia infinita del pizzardone romano che durante le feste si tramuta nel Babbo Natale dei telefonini. Gli sbalorditivi incassi cinematografici e la popolarità planetaria raggiunta con gli spot lo certificano da anni: ormai non si può più chiamarlo il figlio del grande Vittorio. Sarà pure protagonista di un tormentone, secondo chi mal tollera il romanesco, ma non si può negare che De Sica junior (e dagli con i riferimenti agli avi) sia un mostro di simpatia e di umorismo. Però di quando in quando potrebbe anche farsi la barba.

CHARLIZE THERON
8 Sembra di sentirla la fragranza del suo profumo. Splendida e altera, avanza a passo spedito, favorita da un magnifico paio di gambe da trampoliere, e mentre si fa strada di stanza in stanza, col suo incedere reale, perde i pezzi. Che, grazie al cielo fanno parte del suo dorato guardaroba, non del suo corpo da mille e una notte. Fino a restare senza velo alcuno e la macchina da presa la riprende da lontano, maliziosamente e al tempo stesso castamente, mentre fondoschiena al vento penetra in una camera di cui tutti bramerebbero possedere la chiave. Ma chi l’aspetta là dentro? Che invidia, chiunque lui sia.

DIEGO ABATANTUONO
5 Con la moglie Elena Sofia Ricci, o da solo con il figlio o con la figlia, pubblicizza un noto servizio multimediale. A dirla tutta sembra capitato lì per caso, insomma di non aver molta voglia di impegnarsi a fondo nelle animate discussioni con la famigliola della finzione. A meno che l’attore sia davvero in sintonia con un personaggio fortemente avverso alla tecnologia e sbuffi proprio per dimostrarlo. Allora mille scuse e un bravo obbligatorio.

SALMA HAYEK
6 Il nome di battesimo non rende merito alla piccolina (siamo sul metro mezzo) più sexy del cinema. L’attrice messicana è la testimonial di un aperitivo, diretto rivale di quello sponsorizzato da Clooney. Vedendola ancheggiare in un luccicante corridoio, forse di un grande albergo, come già Charlize Theron e un’altra bellona (Eva Longoria, per un gelato), viene il dubbio che i pubblicitari non abbiano una grande inventiva. Ma di fronte a un décolleté come il suo diventa arduo controbattere.

RICKY TOGNAZZI
6 (Solo perché è Natale) Un altro figlio d’arte che ha dovuto fare i conti con un padre assai ingombrante. Camicia alternativa, movenze vagamente gay, per consigliare un condimento, nei panni di un cinematografaro di seconda schiera si fa paladino del buon italiano contro l’invadenza degli inglesismi (brunch, lunch, look). Tutto sommato se la cava, ma nel suo albo d’oro c’è di meglio.

GATTUSO-BLASI
7/8 Una (simpatica) coppia di intrusi tra i big di Hollywood e Cinecittà. Anche loro, come De Sica, testimonial dei telefonini. Ovviamante della concorrenza. Il ringhioso centrocampista del Milan e della Nazionale si è infilato nel talamo coniugale con la spiritosa signora Totti, il cui marito, dicono, non ha avuto problemi a cedere il posto al collega in giallorosso. Piacevolissima l’ambientazione natalizia tra tortellini e palle di neve.