Charlot rigioca con il mondo Viaggio nei «corti» di Chaplin

Patrizia Rappazzo

I cortometraggi scritti, diretti, interpretati e musicati da Charlie Chaplin, al Museo del cinema per le ultime due settimane di apertura (da oggi al l’11 giugno) . In una carriera lunga oltre 70 anni, Charles Spencer Chaplin (1889-1977), è diventato un pilastro del cinema in grado di mettersi in relazione coi rivolgimenti sociologici, con il rinnovarsi delle varie stagioni. Il cinema di Chaplin e della sua maschera Charlot è dotato di una forza narrativa unica, da un pathos assoluto e dalla psicologia più sottile.
In cartellone un pacchetto di titoli che mettono in scena l’inesauribile comicità e sensibilità del grande Charlot a cui si aggiunge un documentario, Il Vagabondo e il Dittatore (oggi ore 16 e l’11 alle 16) di Kevin Brownlow realizzato nel 2002, che ripercorre - a partire da alcune scene che impreziosiscono il film, girate nel backstage del Il grande dittatore, capolavoro in cui Chaplin mette alla berlina l’assurda pretesa assolutistica del Führer - il parallelismo tra i baffetti di Charlot e quelli di Hitler. Il documentario di Brownlow ricostruisce le esistenze parallele di Hitler, l’uomo più odiato del secolo e Charlie Chaplin, quello più amato. Un parallelismo, quello dei baffetti, solo estetico, cui corrisponde una forte distanza di visioni. Da non perdere, i cortometraggi muti del 1923 firmati dal grande maestro, presentati con accompagnamento musicale, in cui si celebra un appuntamento con la poesia muta del vagabondo più famoso del cinema, coinvolto ora in diverse situazioni: da Charlot soldato (stasera ore 17 e l’11 ore 16), arruolato durante la prima Guerra mondiale in cui Charlie scopre gli stenti della vita in trincea e il pericolo dei combattimenti; ad Una giornata di vacanza (il 4 ore 16 e il 10 ore 17), in cui un insolito Charlot «padre di famiglia» è alle prese con una gita in barca molto movimentata; da Charlot in campagna (il 4 ore 16 e il 10 ore 17), che ci mostra Chaplin immerso in uno spassoso contesto bucolico; a Charlot e la maschera di ferro (il 4 ore 17 e il 10 ore 16), in cui il nostro eroe si sdoppia e il vagabondo somiglia come una goccia d’acqua al marito snob, e con vizietto alcolico, di una bella signora. Infine in Vita da cani (il 9 ore 16 e il 3 ore 17), Charlie si trova in possesso della refurtiva di alcuni malfattori grazie a un cane, ma purtroppo i malviventi vogliono indietro il bottino; e in Giorno di paga (il 3 ore 16 e il 9 ore 16) in cui Chaplin è un muratore che dilapida lo stipendio con gli amici, mentre la moglie lo aspetta a casa con il mattarello in pugno.